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Snowden: all’FBI non serve Apple per quell’iPhone

Edward Snowden interviene sulla contrapposizione tra Apple e FBI: all'agenzia governativa non servirebbe l'aiuto della Mela per quell'iPhone.

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Nella contrapposizione tra Apple e l’FBI, entra in gioco nientemeno che Edward Snowden, il noto whistleblower della NSA, oggi stabile in Russia. In occasione di un recente collegamento video con Mosca, l’esperto di sicurezza ha voluto sottolineare come all’FBI, se solo lo volesse, non serva il supporto di Cupertino per sbloccare quell’iPhone 5C implicato nella sparatoria di San Bernardino. Non vi sarebbe quindi motivo, di conseguenza, per richiedere alla società californiana, ma anche agli altri big della tecnologia, di ridurre la sicurezza dei loro prodotti sotto l’egida della lotta alla criminalità e al terrorismo.

Il giudizio di Snowden non è fatto di certo di parole dolci, così come stile comunicativo diretto e mirato che da sempre lo contraddistingue. Le dichiarazioni, riportate da The Intercept, sono state rese in occasione di un collegamento per la conferenza Blueprint for Democracy.

L’FBI sostiene che Apple ha i “mezzi tecnici esclusivi” per sbloccare quell’iPhone. Con rispetto, è una str****ta.

Il whistleblower, così come riporta sempre The Intercept, ha quindi elaborato ulteriormente la propria posizione tramite Twitter, con un collegamento al blog dell’American Civil Liberties Union, dove viene spiegato come l’FBI potrebbe ottenere autonomamente accesso al dispositivo in questione. A quanto pare, l’FBI avrebbe potuto ottenere i backup iCloud, se non avesse sottoposto a reset la stessa. Inoltre, vengono illustrate tecniche di “decapping” della memoria del telefono così come il reset del contatore interno delle password. Delle tecniche rischiose, che in alcuni casi potrebbero portare alla distruzione dello smartphone, ma che non richiederebbero l’intervento di Apple né la predisposizione di specifiche backdoor.

Sebbene non sembra riportarlo esplicitamente, secondo gli analisti a stelle e strisce, Snowden lascerebbe intendere come il caso in corso sia un tentativo dell’FBI non solo di ottenere accesso al terminale di San Bernardino, ma anche per ottenere procedure più semplici, e forse più capillari, per casi simili in futuro. Al momento, dall’agenzia governativa non sembra giungere alcun commento in merito a questo intervento.

Fonte: The Intercept • Immagine: EQRoy via Shutterstock • Notizie su: ,
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