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Riconoscimento facciale, anche per webcam hard

Si carica una foto, si lancia la ricerca e quindi si attende che il servizio trovi una webcam hard nella quale la protagonista assomiglia al volto cercato.

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Tecnologia e fantasia, per stuzzicare istinti e click portando il mondo del porno ad un nuovo livello: è questo il progetto di Megacams, motore di ricerca per performance hard in webcam, il quale ha introdotto il riconoscimento facciale nel proprio sistema per servire meglio i desiderata dei propri utenti.

Quale sia lo scopo ultimo del sito non è chiaro, ma è invece chiaro ciò che tale servizio consente. Semplicemente si carica una foto, si avvia il motore di ricerca e si attende che venga trovata una performer che abbia medesimi lineamenti. Potenzialmente, se si disponde di una foto originale di una performer, si potrebbero incontrare i suoi filmati online. La tecnologia utilizzata, secondo quanto scoperto da TechCrunch, è di origine Microsoft: si tratta di API Cognitive Services che, abbinate all’analisi facciale sviluppata in proprio dal servizio, consente di raffrontare nel giro di poco tempo la propria immagine con il grande database Megacams. Qualche minuto nei momenti più fortunati, qualche ora nei momenti di maggiore carico sui server: a Megacams il tutto costa un pugno di dollari, per gli utenti è un tool ad uso gratuito e per il servizio rappresenta un importante punto di distinzione rispetto a qualsivoglia altro collettore di webcam hard.

L’idea è quella per cui, nel momento in cui si desidera un certo tipo di partner in video, sia possibile cercarne uno con i medesimi lineamenti, consentendo una immedesimazione più semplice nella persona che si vorrebbe avere faccia a faccia. Per contro, il servizio consente di trovare performer tra le proprie conoscenze, stimolando curiosità nei confronti di utenti che magari non avevano nemmeno immaginato di avvicinarsi al mondo delle webcam. In ogni caso per il sito si tratta di un servizio che nasce dall’innovazione, applicando il riconoscimento facciale (al netto di qualsivoglia privacy) ad un sito per adulti.

E sì, funziona. Se viene fornita una fotografia sufficientemente dettagliata, il servizio è in grado di fornire suggerimenti sufficientemente simili partendo dal grande database di circa 180 mila performer in dote al sito. L’immensa industria del porno online, piena di distorsioni e zone grigie, sembra aver trovato nella tecnologia la sua nuova frontiera: dalle fantasie in Google Glass alle sperimentazioni 3D, passando per la realtà virtuale e altre forme di mediazione, alla ricerca di nuove forme di monetizzazione da opporre al semplice modello pubblicitario che oggi sorregge il settore.

Fonte: TechCrunch • Notizie su:
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