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PoisonTap, backdoor con Raspberry Pi Zero

Basta un Raspberry Pi Zero da 5 dollari per realizzare un dispositivo USB che intercetta tutto il traffico di rete e installa una backdoor sul computer.

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Mai lasciare un notebook incustodito in un luogo pubblico. Samy Kamkar, un ingegnere noto per aver realizzato diversi hack a basso costo, ha realizzato PoisonTap, un tool che permette di installare una backdoor anche se il computer è bloccato con una password. Il dispositivo è basato su un Raspberry Pi Zero che può essere acquistato ad un prezzo irrisorio (5 dollari), quindi il metodo descritto da Kamkar è accessibile a tutti.

Nonostante PoisonTap sia un dongle USB, il sistema operativo rileva una nuova interfaccia di rete Ethernet e invia una richiesta DHCP. Il dispositivo risponde con l’intero spazio di indirizzamento IPv4 (0.0.0.0 – 255.255.255.255), ingannando il computer che gli assegna la massima priorità di connessione, anche in presenza di un collegamento Internet a priorità maggiore. Tutto il traffico (LAN e WAN) in ingresso e in uscita passa quindi attraverso PoisonTap, anche se il computer è in sospensione e protetto da una password.

A questo punto il device cerca un browser aperto in background e inietta tag iframe nella pagina che consente la connessione a tutti i principali siti mondiali, dai quali riceve i cookie di autenticazione non cifrati che l’utente ha usato per effettuare il login. Ciò significa che l’autenticazione in due fattori non fornisce nessuna protezione. PoisonTap effettua inoltre un attacco man-in-the-middle, installando una backdoor che consente di controllare da remoto il browser e il router.

Kamkar elenca le possibili soluzioni che rendono innocuo il funzionamento di PoisonTap. Innanzitutto i web server devono usare esclusivamente il protocollo HTTPS per evitare che le credenziali di accesso vengano trasmesse in chiaro. Gli utenti invece devono chiudere sempre il browser e cancellare la cache, mettere il computer in ibernazione e attivare la crittografia del disco. L’alternativa è disattivare le porte USB oppure non lasciare il notebook sulla scrivania.

Fonte: Ars Technica • Notizie su: ,
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