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Netflix e Cannes: ne parla il presidente Iñárritu

Nuovo tassello nell'intricato rapporto tra Netflix e il Festival di Cannes: parla il presidente di giuria Alejandro González Iñárritu.

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Tra Netflix e il Festival di Cannes non è ancora giunto il momento della pace, ma alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente di giuria Alejandro González Iñárritu sembrano aprire uno spiraglio. Tra la piattaforma di streaming e la kermesse del cinema i rapporti sono complessi da un paio di anni, ovvero da quando l’organizzazione ha deciso di escludere dal concorso tutte le produzioni che non hanno visto una distribuzione nelle sale francesi, con mesi d’anticipo rispetto alla release sulle piattaforme digitali. E sebbene un riavvicinamento possa apparire del tutto lontano, forse un primo passo è stato fatto.

Così come già accennato, i rapporti tra il Festival di Cannes e la piattaforma Netflix non solo dei migliori, considerando come l’organizzazione abbia ormai da tempo preso le proprie distanze dalle piattaforme di streaming. In occasione della conferenza stampa per l’edizione 2019 della kermesse, avvenuta nella giornata di lunedì, è stato però il presidente di giuria Alejandro González Iñárritu a entrare nella questione. Secondo l’esperto, l’esperienza cinematografica deve avvenire al cinema, ma Netflix è comunque utile per portare le opere in quei luoghi dove le sale sono scarse o non disponibili:

Chiedo sempre: quanti di questi film che verranno mostrati qui nei prossimi 10 giorni, saranno distribuiti nel mondo, specialmente in Messico dove vi sono pochi cinema d’essai? Netflix sta facendo un ottimo lavoro perché capitalizza sulla mancanza di questi film. Ma perché non fornire alle persone la possibilità di vivere le sale? […] Il nocciolo della questione oggi è il modo con cui si vedono i film. Non ho nulla contro la visione su un telefono, un film o un computer. Una modalità non dovrebbe cancellare l’altra.

Lo scorso anno, gli organizzatori del Festival del Cinema di Cannes hanno deciso di escludere dal concorso tutti i film che non rispettano la distribuzione francese, che peraltro impone ben 36 mesi di distanza – come riferisce il New York Times – tra l’apparizione nelle sale e la disponibilità in streaming. Netflix quest’anno non partecipa alla competizione, sottolineando di non avere nuove pellicole in catalogo in concomitanza con la kermesse.