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Amazon e Lussemburgo: indaga l’antitrust europea

La Commissione UE punta il dito contro Amazon e per estensione alle corporation USA che hanno approfittato del Lussemburgo per eludere il fisco europeo.

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La Commissione Europea ha ufficialmente aperto un fascicolo per indagare sui rapporti tra Amazon e il Lussemburgo. La notizia si è diffusa nelle ultime ore, ma va letta per tutto quel che vale: in ballo non v’è certo soltanto la posizione di Amazon, ma l’intero corpus delle corporation americane che, tramite il Lussemburgo, hanno potuto godere in Europa di un regime fiscale agevolato.

Il documento è datato 7 ottobre 2014, giorno nel quale è stato notificato alle autorità lussemburghesi, e consta in 23 pagine (pdf) che si chiudono con la firma di Joaquin Almunia, vice-presidente della Commissione. La tesi portata avanti è quella per cui gli accordi firmati il 6 novembre 2003 tra l’azienda di Jeff Bezos e il piccolo stato europeo siano a monte di un sistema ideato al fine di aggirare il fisco europeo. In particolare, il particolare regime agevolato di cui Amazon avrebbe usufruito rappresenterebbe un indebito aiuto di stato, formalmente vietato dalla normativa.

Al momento non sono previste sanzioni immediate, tuttavia è implicito il rischio che Amazon corre al cospetto di una indagine antitrust che mette all’indice il regime fiscale utilizzato dal gruppo negli ultimi 12 anni. Il testo parla chiaramente di un «vantaggio selettivo» che avrebbe pertanto favorito il gruppo rispetto ai competitor: l’indagine antitrust sembra insomma un modo per colpire l’elusione fiscale dei big USA passando per le normative sulla concorrenza.

Al punto 80 del documento, l’UE apre ad una possibilità con l’unico scopo di negare la stessa. La Commissione spiega infatti che non tutti gli aiuti di stato sono illegali, e che all’interno di una speciale casistica potrebbero essere comunque compatibili con la normativa comunitaria. Al tempo stesso, però, il documento sottolinea come le autorità lussemburghesi non abbiano fin qui fornito alcuna dimostrazione che porti il caso Amazon all’interno di queste eccezioni.

La Commissione chiede pertanto documentazione ulteriore, ma anticipa le conclusioni a cui è giunta: gli accordi del 2003 sono un indebito aiuto di stato che le autorità intendono mettere al bando. Le indagini dovranno ora approfondire tale tesi, giungendo eventualmente ad una conclusione ed una sanzione. Ma soprattutto ad un nuovo rapporto fiscale tra l’Europa e la Silicon Valley.

Fonte: Commissione Europea • Notizie su: