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Finisce in prigione per non aver piratato Windows

Un imprenditore ha ordinato 28.000 dischi di ripristino per Windows 7, ma è stato condannato a 15 mesi di prigione per violazione del copyright.

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La vicenda accaduta ad un imprenditore californiano è al limite del surreale. Eric Lundgren è stato accusato di violazione dei diritti d’autore e condannato a 15 anni di prigione per aver cercato di vendere 28.000 dischi di ripristino per Windows 7. Secondo il giudice (e Microsoft) sui DVD destinati a computer Dell riciclati era presente una versione contraffatta del sistema operativo.

Eric Lundgren è il fondatore di un’azienda (IT Asset Partners) con sede a Los Angeles e 100 dipendenti che si occupa di riduzione della spazzatura elettronica attraverso il riciclo di vecchi prodotti, tra cui computer. Uno dei suoi progetti era quello di creare dischi di ripristino, solitamente forniti insieme al PC. Dato che i proprietari dei computer perdono spesso i dischi e alcuni non hanno le competenze per scaricare l’immagine ISO disponibile gratuitamente sul sito Microsoft, Lundgren aveva pensato di creare 28.000 copie e venderli a 0,25 dollari ognuno ai negozi che offrono PC riciclati.

I 28.000 dischi prodotti in Cina sono stati intercettati dalla dogana degli Stati Uniti, per cui l’imprenditore californiano è stato accusato di violazione dei diritti d’autore, oltre che di cospirazione e traffico di beni contraffatti. Lundgren ha dichiarato davanti al giudice che i dischi di ripristino non hanno nessun valore, proprio perché possono essere creati gratuitamente con l’immagine ISO fornita da Microsoft, ma solo se l’utente è già in possesso di una licenza e del product key. Il procuratore federale aveva inizialmente valutato ogni disco 299 dollari, in pratica il costo dell’intero sistema operativo. Successivamente il valore è stato ridotto a 25 dollari, ma questo è il costo di Windows con licenza. I dischi di Lundgren erano senza licenza.

Il giudice ha quindi condannato l’imprenditore a 15 anni di prigione, al pagamento di una multa di 50.000 dollari e al risarcimento di 25 dollari per ognuno dei 28.000 dischi (700.000 dollari) mai venduti. Lundgren non presenterà appello, in quanto i costi sono troppo elevati. Microsoft ha dichiarato che «il software contraffatto espone le persone che acquistano PC riciclati a malware e altre forme di cybercrime». L’immagine ISO fornita dall’azienda di Redmond contiene malware?

Microsoft ha inoltre sottolineato che il disco di un computer ricondizionato viene formattato, quindi è necessario ottenere una nuova licenza (25 dollari è il prezzo scontato). In realtà la reinstallazione del sistema operativo è sempre consentita perché il product key è scritto su un’etichetta incollata sul lato o sul fondo del computer. Forse il vero scopo di Microsoft è ostacolare l’uso di un vecchio PC e obbligare gli utenti ad acquistare un nuovo modello con l’ultima versione di Windows?