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Diretta NASA OSIRIS-Rex, incontro con l’asteroide

La sonda della NASA OSIRIS-Rex arriva sull’asteroide Bennu e dopo l’incontro comincerà a studiarlo.

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Sono circa due anni che la sonda NASA OSIRIS-Rex viaggia nello spazio per arrivare dove è oggi: l’obiettivo è agganciare il suo bersaglio, un asteroide. Si tratta di Bennu, un sasso spaziale potenzialmente pericoloso e con un diametro di 500-600 metri. La diretta parte alle 18:00 ora italiana e può essere visionata nel video YouTube all’interno di questo articolo.

Le possibilità che ha questo corpo celeste di colpire la Terra nei prossimi 200 anni non sono poi così basse, cioè una possibilità su 2.700. Questo lo dicono le stime di Andrea Milani (scomparso di recente), dell’università di Pisa.

L’incontro di NASA OSIRIS-Rex con l’asteroide è un momento estremamente delicato. In realtà la missione prevede anche lo “staccare” un pezzo di asteroide per riportarlo entro il 2023 sulla Terra, chiaramente per studiarlo. Deve quindi raccogliere campioni di questo fossile del Sistema Solare per comprendere se contiene molecole organiche, che sono alla base della vita.

L’osservazione durerà un anno, durante il quale si capirà il luogo esatto e scientificamente interessante per poter raccogliere il campione. Sarà estratto un braccio robotico dalla sonda, il quale toccherà Bennu solo per 5 secondi e sparerà una raffica di azoto. Questo provocherà una leggera esplosione sulla superficie, che ne frantumerà le rocce. OSIRIS-Rex avrà a quel punto tre tentativi per raccoglierle su questo corpo molto antico, ha 4,5 miliardi di anni, proprio come il Sistema Solare.

Gli scienziati sono speranzosi in questa raccolta, che potrebbe portare sulla Terra fino a 2 chilogrammi di superficie rocciosa dell’asteroide, ma anche poche decine di grammi potrebbero bastare. A operazione finita, nel 2021, la sonda ripartirà per il viaggio di ritorno, che si concluderà appunto nel 2023 quandoOSIRIS-Rex espellerà la capsula di ritorno, che entrerà nell’atmosfera terrestre e atterrerà nel deserto dello Utah. Il materiale raccolto sarà utilizzato, si spera, per i futuri studi sull’origine del Sistema Solare.

Fonte: NASA