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HackerOne arriva a 36.4 milioni di dollari

Cresce la community di hacker etici che segnalano ad HackerOne violazioni più o meno critiche, che interessano aziende di livello mondiale.

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Il mercato globale della cibersicurezza è valso 152 miliardi di dollari nel 2018. La cifra riguarda quello che le aziende pagano per difendere le proprie reti, dati e informazioni. Secondo gli esperti, arriveremo a 250 miliardi di dollari all’anno, in un tempo non così lontano, e dunque è un dato che il trend si sta consolidando parecchio.

Il motivo è semplice: raramente passa un giorno senza che una qualche forma di violazione dei dati, hacking o altri errori di sicurezza, siano menzionati da qualche parte online, in giro per il mondo. Indipendentemente dal numero di aziende che investono per garantire la sicurezza dei loro prodotti e servizi, ci sarà probabilmente una sorta di debolezza nei sistemi che li renderà sensibili alle infiltrazioni.

In questo contesto, la piattaforma di bug bounty, ossia di ricerca vulnerabilità, HackerOne ha annunciato di aver raccolto 36,4 milioni di dollari in una serie di finanziamenti di serie D, guidata da Valor Equity Partners, con la partecipazione di Benchmark, New Enterprise Associates, Dragoneer Investment Group ed EQT Ventures, tra gli altri.

La società paga, di fato, gli hacker etici che scovano falle nelle piattaforme dei clienti. In media, nell’ultimo anno, i ragazzi hanno raccolto oltre 3 mila dollari, in crescita del 48% su base annua. Sei membri della comunità HackerOne hanno superato 1 milione di dollari in guadagni totali dall’inizio del progetto.

HackerOne aveva precedentemente raccolto circa 74 milioni di dollari, compresi i suoi 40 milioni di dollari della serie C nel 2017, e con nuovi 36,4 milioni di dollari in banca, la società prevede di accelerare l’espansione globale e ridimensionare le sue offerte basate sulla difesa di dati per le imprese.

HackerOne rivendica alcuni clienti di spicco, tra cui Alibaba, Airbnb, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, Dropbox, Goldman Sachs, Intel, Starbucks, Spotify, Nintendo, PayPal, Toyota, Twitter e molti altri. Secondo la società, un hacker etico della cerchia, riesce a individuare una falla ogni minuto, non tutte valide però: ogni 24 ore ne viene segnalata una compromettente verificata, con un quarto considerate come alte o critiche.