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Amazon, azionisti: no al riconoscimento facciale

Gli azionisti di Amazon voteranno per vietare la tecnologia di riconoscimento facciale; il consiglio di amministrazione vuole, invece, leggi governative.

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Gli azionisti di Amazon voteranno per vietare la controversa tecnologia di riconoscimento facciale della società. Amazon ha fissato la data del voto , il 22 maggio, dopo che la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti aveva respinto la richiesta della compagnia di bloccare la mozione. I fatti che hanno portato a questa clamorosa azione sono i seguenti. Un gruppo di azionisti, guidati dalla no profit “Open MIC”, ha chiesto al consiglio di amministrazione di Amazon di smettere di vendere l’algoritmo del riconoscimento facciale fino a quando una terza parte non potrà confermare che non contribuisce a violare i diritti umani.

Il timore è che questi strumenti siano utilizzati per fini illeciti. Una posizione non condivisa dal Consiglio di Amministrazione di Amazon che, come detto, ha provato a bloccare la mozione ma la SEC ha poi obbligato il board a votarla. Su base tecnica, un voto per vietare la tecnologia potrebbe non significare molto, in quanto le risoluzioni degli azionisti non sono vincolanti e vengono approvate raramente. Tuttavia, darebbe credito alle affermazioni degli investitori attivisti secondo cui la tecnologia potrebbe mettere in pericolo o violare la privacy o i diritti civili e avere un impatto sproporzionato sulle persone di colore, immigrati e attivisti.

Per esempio, l’American Civil Liberties Union (ACLU) ha testato la tecnologia di Amazon e ha scoperto di aver falsamente associato 28 membri del Congresso a sospetti criminali. Amazon ha sostenuto che la tecnologia non è stata utilizzata nel modo giusto e che non sono mai stati registrati casi di abuso.

Questa piattaforma di Amazon per il riconoscimento facciale utilizza l’intelligenza artificiale per individuare oggetti come visi e animali in video e immagini. Potrebbe essere usata, ad esempio, per scansionare folle di persone per vedere se sono presenti all’interno di un qualche database criminale. L’ACLU e altre associazioni sono particolarmente preoccupate che i governi possano usare la tecnologia per rintracciare illegalmente attivisti e altri partecipanti a dimostrazioni legittime e all’interno di altre manifestazioni.

Amazon, dal canto suo, ha affermato che la tecnologia aiuta a identificare i criminali e le persone scomparse. Inoltre, assieme a Microsoft, la società di Jeff Bezos ha proposto che i governi pongano in essere delle specifiche leggi per la regolamentazione di questa tecnologia per evitare che si possa arrivare proprio al suo abuso.