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Tentativi per affossare il brevetto sul JPEG

La Public Patent Foundation, ente che intende difendere il pubblico interesse dalle minacce provenienti dai brevetti, ha formalmente chiesto il riesame del brevetto sul JPEG che mette a rischio le applicazioni di gruppi quali Adobe, Microsoft ed Apple.

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Il tanto discusso brevetto sul JPEG è formalmente sotto accusa. A muovere il passo ufficiale è stata la Public Patent Foundation (PUBPAT, ente che si prefigge esplicitamente di «difendere il pubblico interesse in tema di brevetti») e la richiesta è quella di un riesame del brevetto numero 4,698,672 che Forgent Networks ha sbandierato nel recente passato davanti a gruppi dai nomi altisonanti quali Microsoft, Apple, Google e Adobe.

Il brevetto è stato registrato nell’Ottobre 1987 dalla Compression Labs., azienda in seguito acquistata (con tanto di brevetti) da parte della Forgent Networks. Quest’ultima ha quindi tentato di capitalizzare il brevetto in possesso chiedendo ai marchi che ne fanno uso un equo compenso: al diniego sono scattate le denunce. Il brevetto mette Forgent Networks in posizione di grande potere in quanto la compressione JPEG è largamente usata in molti dispositivi ed una rivendicazione odierna del brevetto mette le ditte interessate con le spalle al muro.

Da più parti tali politiche d’uso dei brevetti sono però state stigmatizzate e non a caso sono già vari i brevetti di cui è stata chiesta la revoca. Nel caso specifico il brevetto Forgent viene messo in discussione in merito alla cosiddetta “prior art“: Forgent deve dimostrare che nessuno prima di Compression Lab aveva messo a punto una tecnologia simile, altrimenti il brevetto è destinato a decadere. PUBPAT ha infatti avanzato la propria richiesta asserendo il fatto che il brevetto Forgent non corrisponda alla reale ideazione della tecnologia JPEG. PUBPAT ha illustrato la propria teoria pubblicando sul proprio sito ufficiale il testo della richiesta di riesame inviata allo United States Patent and Trademark Office.