QR code per la pagina originale

Stock option, coinvolte anche Adobe e CNet

Il problema delle stock option irregolari è sempre più esteso. Ben 135 aziende si sarebbero autodenunciate alla SEC e tra di esse figurano Apple, McAfee, CNet. Coinvolti nel caso Apple nomi del calibro di Steve Jobs ed Eric Schmidt, attuale CEO Google

,

Il vizio delle stock option retrodatate irregolari non si ferma ed il mondo dell’ICT sembra esserne particolarmente coinvolto. Il caso Apple è quello che più di ogni altro ha fatto parlare di sè e la vicenda non sembra ancora essersi sgonfiata. Nuove analisi, infatti, sembrano tirare nuovamente in ballo Steve Jobs in quanto maggiore beneficiario degli errori commessi dal gruppo: la sua retribuzione, ufficialmente di 1 solo euro simbolico annuo, avrebbe invece accumulato 85 milioni di dollari irregolarmente ed ora da più parti se ne suggerisce la restituzione.

Non solo: coloro i quali sono stati coinvolti nelle indagini sul caso avrebbero avuto in passato dei precedenti per cui la loro presenza nella commissione d’indagine diviene quantomeno inopportuna. Tra i nomi nel mirino anche Eric Schmidt (peraltro CEO Google), responsabile durante il suo lavoro in Novell (1997-2001) di una situazione del tutto simile a quella odierna in Apple.

Nelle ore in cui prende corpo il caso McAfee, anche Adobe entra nel novero delle aziende sotto indagine. Adobe avrebbe già comunicato alla SEC (Securities and Exchange Commission) quanto scoperto nei propri bilanci, nega ogni qualsivoglia tentativo di truffa e motiva il tutto parimenti agli altri gruppi: un semplice errore. Un semplice errore, però, da 30 milioni di dollari e tale per cui ora qualcuno dovrà pagare. Le indagini interne sono iniziate in Settembre e ancora non sarebbe stato determinato l’autentico beneficiario delle sospette disattenzioni della funzione contabile.

Secondo il BusinessWeek sarebbero ben 135 le aziende auto-denunciatesi alla SEC. Tra le poltrone che saltano va annoverata anche quella di Shelby Bonnie, amministratore delegato CNet, dimissionario per l’ennesimo “errore” relativo alle stock option coinvolgente la propria azienda. Tecnicamente l’uso della pratica nel mirino serviva ai gruppi per praticare giri contabili tali da abbassare la somma versata all’erario gonfiando altresì i profitti aziendali. La sottile linea rossa che divide l’errore dalla truffa sarà oggetto ora delle considerazioni della SEC.