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Chiusa l’asta per le frequenze da 700 Mhz

Dopo 38 giorni di lotta è arrivata al termine l'asta per l'assegnazione del diritto di sfruttamento delle ultime frequenze radio disponibili per servizi broadband. Il Governo statunitense ha guadagnato il doppio di quanto atteso: 20 miliardi di dollari

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È ufficialmente scaduto, dopo 38 giorni e 261 sessioni, il termine per la presentazione delle poste all’asta per lo spettro da 700 Mhz, ovvero quella frequenza lasciata libera per la telefonia di nuova generazione e il cui uso verrà così appaltato dal Governo ai privati.

Non è ancora dato sapere chi ha offerto quanto e dunque chi si sia aggiudicato il diritto all’uso delle frequenze, ma la Commissione Federale per le Comunicazioni ha rilasciato il totale guadagnato con l’operazione: si tratta di 19,59 miliardi di dollari, quasi il doppio di quanto inizialmente previsto e di molto la somma maggiore mai raccolta con un’asta del genere.

Hanno partecipato alla gara molti nomi di rilievo, tra i quali si distingue per singolarità quello di Google, che inizialmente aveva anche protestato per il sistema d’asta adottato ma che poi si è dovuto adeguare. I risultati sembra saranno divulgati nelle prossime settimane e gli analisti danno in vantaggio per ovvi motivi AT&T, la quale si sarebbe aggiudicata la fetta più grossa per l’espansione del proprio network.

Di sicuro invece c’è il fatto che è rimasta non assegnata la porzione di spettro riservata alle reti di pubblica sicurezza. Per quel blocco nessuno ha offerto una cifra che incontrasse il prezzo di riserva posto dalla commissione per le comunicazioni, ovvero 1,3 miliardi di dollari. Non è ora chiaro come verrà assegnato tale spettro: si attende una decisione da parte della commissione.

Solo dunque quando sarà deciso cosa fare dello spettro non assegnato la commissione rivelerà i vincitori dell’asta principale. Chiaramente le singole imprese coinvolte nell’affare sono interdette dal rivelare alcun particolare.