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Un Facebook più sicuro per i minori

Sulle orme di MySpace, anche Facebook stringe accordi strategici con 49 stati allo scopo di incrementare la sicurezza dei suoi utenti più giovani, sempre più facilmente esposti agli occhi indiscreti dei moderni predatori sessuali

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Facebook ha deciso di attivare misure concrete per tutelare maggiormente la privacy dei suoi membri più giovani, onde renderli meno esposti agli attacchi dei cosiddetti predatori sessuali. Il portale di social networking ha infatti concluso un accordo con procuratori generali di 49 stati, compreso il dipartimento della Columbia, mirato a garantire una maggiore sicurezza ai propri utenti. Sulla decisione ha avuto indubbiamente un forte peso il procuratore generale dello Stato di New York Andrew Cuomo, il quale aveva puntato quest’autunno il dito su una certa leggerezza da parte di Facebook nella registrazione dei propri utenti e nel monitoraggio del network.

«Ci siamo accordati con 49 stati e con il dipartimento della Columbia per impostare i principi per un Internet sicuro», ha spiegato il Chief Privacy Officer di Facebook Chris Kelly; l’accordo sarebbe basato in gran parte su funzionalità che Facebook già possiede, ma che si impegna a portare avanti e migliorare nel tempo. Il portale si impegna quindi a sviluppare una tecnologia in grado di verificare l’età dei propri utenti e ad inviare messaggi di avviso nel caso un minore corresse il rischio di rivelare informazioni personali ad un adulto conosciuto. Verrà inoltre limitata la possibilità di cambiare la propria età all’interno del profilo utente e dichiarata guerra alle pagine che presentano al loro interno materiale inerente alla pedofilia o a materiale pornografico.

Facebook segue così le orme di MySpace, il quale aveva deciso a gennaio di lavorare in collaborazione con le forze dell’ordine allo scopo di proteggere i minori dai predatori sessuali, dopo aver eliminato migliaia di profili inerenti ad utenti legati al mondo dei reati sessuali. L’annuncio di Facebook si discosta comunque da quanto accaduto con MySpace, in quanto le due partnership risultano sostanzialmente differenti: «l’accordo di MySpace era focalizzato su un numero di cambiamenti che dovevano fare», ha affermato Kelly, «mentre questo è focalizzato sullo sviluppo di una tecnologia discussa da tempo con i procuratori generali».