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Trump avvisa Apple: tasse se non si produce in USA

Donald Trump chiede nuovamente ad Apple di investire in USA, nonostante i numerosi miliardi già promessi da Tim Cook, pena sanzioni sull'import.

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Il Presidente Donald Trump torna a punzecchiare Apple sulla questione della produzione negli USA, nonostante le promesse di ingenti investimenti in patria fatte dal gruppo di Cupertino qualche mese fa. E, come ormai consuetudine, il magnate ricorre a Twitter per lanciare il suo messaggio, con un avviso per la dirigenza di Apple Park: ci saranno elevate tasse per l’importazione dalla Cina all’interno dei confini a stelle e strisce.

Come è noto, tutti i principali produttori statunitensi di dispositivi elettronici si avvalgono della collaborazione di fornitori in Cina, mancando impianti specifici e tecnologie adeguate negli Stati Uniti. Apple ha stretto accordi con numerosi partner in tutto il continente asiatico, tra cui spiccano TSMC per i processori, Foxconn e Pegatron per l’assemblaggio, LG e Samsung per i display nonché molti altri ancora. Trump, tuttavia, vorrebbe che la produzione di iPhone e affini fosse esclusivamente statunitense e, per questo, sembra intenzionato ad aumentare la tassazione per rendere le attività del gruppo di Cupertino più complesse all’estero.

I prezzi di Apple potrebbero aumentare a causa degli elevati dazi che potremmo imporre sulla Cina. Ma c’è una soluzione per tasse ZERO, anzi addirittura un incentivo fiscale. Realizzate i vostri prodotti negli Stati Uniti anziché in Cina. Cominciate a costruire nuovi impianti ora.

Se gli intenti del Presidente dovessero tradursi in un provvedimento effetto, il costo di alcuni dispositivi Apple come iPhone, iPad, Apple Watch, Apple Pencil, MacBook e MacBook Pro potrebbero aumentare del 25%. Il gruppo di Cupertino attualmente produce solo la linea Mac Pro negli Stati Uniti, mentre qualche mese fa Tim Cook ha promesso di investire nella nazione diversi miliardi di dollari, sia per l’apertura di nuovi impianti che per incentivare i fornitori. Di recente, il gruppo ha investito 1 miliardo di dollari in Corning, la società nota in tutto il mondo per i suoi Gorilla Glass usati negli smartphone.

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