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Twitter, Jack Dorsey pensa a un algoritmo per contenuti personalizzati

Il boss di Twitter ipotizza un sistema che consenta agli utenti di scegliere l'algoritmo che raccomanda i contenuti che preferiscono.

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Jack Dorsey torna a parlare della sua visione futura dei social network, compreso il suo, ripensati e costruiti su un sistema di tipo open source e decentralizzato. In una telefonata fatta agli investitori, infatti, Dorsey ha spiegato come sia sempre più convinto del fatto che Twitter, a suo parere, dovrebbe creare una rete al di fuori del controllo di se stesso o di qualsiasi altra azienda.

Twitter e l’algoritmo dei contenuti

Il fondatore e amministratore delegato del noto social è infatti sicuro che la sua società, come del resto quello delle altre piattaforme, trarrebbero vantaggio dall’avere accesso a “un corpus di conversazioni molto più ampio” da cui far emergere contenuti rilevanti per gli utenti.

Per Dorsey, inoltre, dovrebbero essere gli utenti a poter scegliere l’algoritmo che a sua volta seleziona e raccomanda i contenuti più adatti a loro, anziché affidarsi a quello proprietario proposto di default dalla piattaforma.

Oggi il procedimento algoritmico è sotto l’attenzione di un unico proprietario e quindi non è possibile poter scegliere o creare alternative. La centralizzazione sui social media, invece, attuerebbe un meccanismo di incentivi, in quanto consentirebbe ai fruitori di essere più partecipi allo sviluppo delle piattaforme stesse, e di potersi scegliere quello che vedranno sul network.

Twitter potrebbe sia creare i propri algoritmi classificati, da cui le persone potrebbero scegliere quale fa al caso loro, sia offrire una sorta di “mercato” online dove gli utenti potrebbero invece selezionare diverse opzioni e acquistarne versioni personalizzate.

Il progetto Bluesky

Già nel dicembre del 2019, tramite una serie di tweet, Dorsey aveva parlato di una nuova Era possibile per i social network, svelando in tal senso di aver finanziato un piccolo team indipendente chiamato Bluesky, composto da un massimo di cinque architetti, ingegneri e designer open source per sviluppare uno standard aperto e decentralizzato destinato ai social media, con l’obiettivo finale per Twitter di diventare un cliente di questo standard.

Ma per i più maligni, dietro a queste idee di rinnovamento del CEO di Twitter si nasconderebbe anche un secondo fine. La decentralizzazione consentirebbe infatti a Dorsey di aggirare ed evitare alcuni dei possibili problemi futuri legati alla Sezione 230, la legge statunitense che solleva i social network dalla responsabilità dei contenuti che vengono pubblicati sulle loro piattaforme.

La legge, infatti, così com’è non piace a molti legislatori, che pensano infatti di cambiarla per rendere anche le aziende legalmente responsabili di ciò che viene pubblicato sui loro social, e quindi sulle scelte fatte per mediare questi contenuti. Una rete decentralizzata potrebbe offrire a Twitter un modo per evitare problemi futuri, nel caso si dovessero mettere in pratica regole più rigide. Le stesse che potrebbe introdurre anche il Digital service act europeo, dove il tema della responsabilità legale delle piattaforme nei confronti della diffusione dei contenuti è uno degli elementi cardine.

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