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SCO contro tutti, la battaglia legale si estende

Dopo aver chiamato in causa IBM e Torvalds, SCO non si accontenta e punta direttamente alla base con una clamorosa chiamata in giudizio delle imprese che non hanno regolarizzato la propria posizione in merito alle licenze Linux.

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Torna a tuonare Darl McBride, CEO di SCO. Tuona e allarga il raggio delle propria battaglia. Nel mirino dell’azienda detentrice dei diritti sul codice Unix questa volta entrano in scena anche altre aziende accusate di utilizzare illegittimamente Linux, di cui alcune parti sarebbero coperte da copyright di SCO.

Dalle parole ai fatti. SCO ha dato mandato ai propri avvocati di chiamare in giudizio quelle aziende che utilizzano numerose installazioni di sistemi Linux. Secondo McBride: «In agosto avevamo annunciato il periodo entro cui le compagnie dovevano regolarizzare la propria licenza. Ora ci stiamo muovendo per la fase legale». In un’intervista al magazine digitale eWeek.com, McBride ha affermato di aver messo a punto un lungo elenco di grandi aziende che hanno server basati su Linux.

McBride ha anche specificato di aver raggiunto un accordo con lo studio legale che dovrà occuparsi del caso. L’azione costerà 1 milione di dollari cash e 400 mila azioni, più alcune percentuali sugli eventuali guadagni.

Scagliandosi ancora una volta contro la presunta “incostituzionalità” della licenza GPL, McBride ha sottolineato inoltre come il sistema Linux vada contro i principi stessi del libero mercato, una tesi sostenuta più e più volte anche da Microsoft. Nei giorni scorsi da SCO sono giunte voci indicanti una difficile situazione economica dovuta alla perdita di clienti in favore di Linux, ma i timori di McBride sembrano rivolti ad una significativa perdita d’immagine presso i clienti in seguito alla battaglia legale (ad oltranza) intrapresa.

Un’ulteriore sfumatura della vicenda è la possibilità secondo cui anche Novell verrebbe coinvolta in una azione legale in quanto i recenti affari paventati con SuSE andrebbero contro un vecchio accordo di non-concorrenza tra le parti, accordo ora non rispettato: l’acquisizione potrebbe andare a monte e Novell potrebbe trovarsi coinvolta nell’affaire SCO.