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Meno WWDC del solito

La conferenza Apple dedicata agli sviluppatori non ha presentato novità fondamentali, deludendo dunque quanti si attendevano qualche folgorante sorpresa. Una, in verità, c'è ma è subito soffocata: Safari è in beta per ambiente Windows, ma è subito bacato

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WWDC, ovvero Worldwide Developers Conference. Questa semplice sigla ha scatenato migliaia di siti web in tutto il mondo attorno a tutto quello che Steve Jobs avrebbe potuto dire, a tutto quello che Apple avrebbe potuto fare, a tutto quello che il mercato avrebbe potuto attendersi. L’entusiasmo arriva anticipato e travolge tutto, ogni sfumatura diventa un punto esclamativo, ogni parola sublima a significato puro. Questo è il WWDC, questa è Apple, questo è Steve Jobs. I momenti successivi, per chi di professione si mette alla tastiera per analizzare criticamente l’evento, sono complessi perchè ci si trova di fronte ad un bivio: cavalcare l’entusiasmo ed accodarsi alla fiumana, oppure raccogliere le molte opinioni dubbiose che si incrociano, rischiando di andare magari controcorrente? I blog in queste ore sono tutto un vociare di critiche e di lodi: Leopard è miracoloso, Leopard è una copia. Safari è grandioso, Safari è poco meno di una ciofeca. L’iPhone porta con sè quasi una carica ormonale, l’iPhone è una via di mezzo mal riuscita.

E Steve Jobs si diverte, ci gioca. Pochi giorni fa recitava il ruolo del rivale/complice di Gates e pochi giorni dopo è sul palco a scimmiottare simpaticamente una presentazione di Vista per evidenziare le differenze di prezzo rispetto al diretto concorrente (poco dopo userà ironicamente sul palcoscenico un’immagine di Steve Ballmer). Nel frattempo in borsa il titolo viene pesantemente scambiato con quotazioni al ribasso (dopo giorni di ascesa impossibile) e le contraddizioni del momento si accavallano rendendo la situazione “carnevalesca”. Articoli su articoli, blog su blog, post su post, commenti su commenti, voci su voci, su voci, su voci…

Il nuovo sito ufficiale Apple.com

Queste le novità proposte da Apple in occasione del WWDC 2007:

Leopard
Finalmente Leopard. Introdotto al pubblico con un “Hasta la vista, Vista”, Apple ha in seguito rinviato il nuovo sistema operativo per presentarlo oggi promettendo centinaia di nuove funzionalità. La più importante è relativa all’interfaccia: grafica modificata, ma soprattutto il desktop presenta un nuovo dock con tanto di “stack” utili ad estendere la navigabilità tra le applicazioni. Importanti novità coinvolgono anche Finder, mentre iChat e Mail vengono integrati in nuova versione. Nel keynote Steve Jobs ha presentato l’annunciata Time Machine ed ha esaltato il successo ottenuto dalla Dashboard.

Il nuovo Dock di Leopard

Tra le novità si segnala Quick Look, altra funzionalità per facilitare l’accesso ai file, mentre si comunica l’architettura a 64bit, la disponibilità degli schermi virtuali di Spaces e l’integrazione nativa di Boot Camp per far girare i sistemi Microsoft su Mac. Le novità non finiscono più ed a meritare un ultimo cenno è l’ambito dei videogames (di cui la concorrenza di Redmond fa man bassa da tempo): il palcoscenico viene occupato dal CEO Electronic Arts e tutta una serie di nuovi giochi per Mac OS vengono illustrati prima che Jobs torni sotto i riflettori con il suo tradizionale look jeans/maglietta ad esaltare le qualità di un prodotto destinato, secondo il guru di Cupertino, a segnare ulteriormente la crescita della mela sul panorama ICT internazionale.

Il giudizio finale sulla presentazione di Leopard è però quello di una mezza delusione. Le grandi attese sono andate tradite: il keynote ha ripetuto cose già presentate anzitempo, nessun segreto è stato svelato all’ultimo secondo, nessuna fondamentale novità sembra proiettare il SO oltre i limiti della concorrenza e l’utenza Apple, ben abituata nel recente passato, mal digerisce anche una certa eccessiva somiglianza con Looking Glass (made in Sun). Leopard ha fondamentali migliorìe rispetto a Tiger, ma manca il colpo di genio che scriva il WWDC 2007 nella storia. Il prezzo di Leopard è di 129 dollari e Steve Jobs ci tiene scherzosamente a sottolineare come non vi siano versioni “basic” o versioni “ultimate”: Leopard è uno solo e uguale per tutti.

Safari, la sorpresa e poi la gaffe
«One last thing» e il pubblico drizza le antenne: è questa la formula magica con cui Steve “Harry Potter” Jobs ha dato vita a molte delle novità Apple degli ultimi anni. L’effetto a sorpresa c’è anche questa volta: Safari è disponibile in nuova versione in beta release congiunta per ambiente Mac e per ambiente Windows. Esatto, Safari va a fare concorrenza ad Internet Explorer direttamente su Vista (7.97 Mb).

Le promesse di Apple sono folgoranti: Safari è più veloce, è più sicuro, mette a disposizione molte più opportunità. Il sito ufficiale non risparmia grafici e statistiche: in ogni test Safari sarebbe il browser migliore per l’ambiente Windows, surclassando pesantemente IE7 ed anche Firefox. Dalle promesse l’entusiasmo è sempre atteso, e leggere tra le righe è sempre necessario. Ma tra le righe scatta la gaffe: «Apple engineers designed Safari to be secure from day one». Poche ore e arriva clamorosa la smentita: un ricercatore avrebbe scoperto una vulnerabilità nella versione beta di Safari in distribuzione.

Sul suo blog Aviv Raff è cauto ma deciso: in soli tre minuti avrebbe mandato il browser in crash ed il tutto (mancano ancora le conferme del caso) potrebbe essere colpito da exploit all’occorrenza. Ma non solo: notizie di crash ripetuti si hanno da molti utenti e da tutti emerge un giudizio quantomeno imbarazzante che termina sempre con la stessa chiosa: «uninstall». La beta di Safari, insomma, su Windows funziona poco o nulla: vari siti risultano difficilmente navigabili, i problemi sono molteplici e l’uso del browser su sistemi Microsoft sembra essere per ora una esperienza totalmente negativa. In questo caso il giudizio non può trovare formulazione edulcorata. Semplicemente: pollice verso.

Il keynote
Tra le righe di centinaia di articoli e migliaia di blog emerge una nota di rammarico: stavolta il WWDC non ha mantenuto le promesse. Jobs ha ripetuto nomi già assimilati, nessuna novità ha coinvolto l’ambito hardware (come si ipotizzava alla vigilia) e la forte attesa creata i giorni precedenti è arrivata a travolgere l’evento stesso generando una sospensione maturata in commenti meno entusiasti del solito.

Leopard è pronto a sfidare Vista, Safari è pronto a sfidare IE7, l’iPhone è pronto a sfidare tutti. La parola va al mercato. Nel contempo: Macnon Mac? È questo il dilemma a cui in troppi avranno di nuovo da misurarsi nei prossimi giorni.

Update
Tutti potranno sviluppare applicazioni per l’iPhone
Leopard: dal WWDC alcune novità
Safari 3