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Puoi usare il tuo PC per combattere il coronavirus

È possibile aiutare la ricerca scientifica sul coronavirus offrendo parte delle risorse del proprio computer: ecco i dettagli di [email protected]

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La lotta alla diffusione del nuovo coronavirus 2019-nCoV passa anche dalle azioni quotidiane di tutti. E non solo con utili norme di comportamento – come evitare gli assembramenti e lavare frequentemente le mani – ma anche mettendo a disposizione la potenza di calcolo dei propri dispositivi. È questo il principio alla base di [email protected], il progetto dell’Università di Stanford per creare una rete mondiale di computer capace di studiare il coronavirus.

L’annuncio è arrivato poche ore fa: l’ateneo ha deciso di dedicare la potenza di calcolo di [email protected] allo studio del nuovo coronavirus, per aiutare i ricercatori a trovare al più presto terapie efficaci. In particolare, gli scienziati sperano di poter “prendere in prestito” un po’ della potenza di calcolo dei computer casalinghi, allo scopo di analizzare più rapidamente la struttura e le modifiche delle proteine presenti sulla superficie del virus.

Il funzionamento è analogo a [email protected], il sistema che per circa 20 anni ha cercato forme di vita extraterrestri grazie a una rete globale di computer. Nella pratica, è sufficiente installare un software – disponibile per le più svariate piattaforme, inclusi i sistemi operativi Windows e macOS – per dedicare parte della potenza del proprio processore allo studio scientifico. Il tutto senza rallentamenti nelle proprie attività quotidiane: il sistema sfrutta infatti i cicli di idle della macchina, quindi si attiva quando il computer non è in uso o, in alternativa, quando l’utente sta eseguendo operazioni che non richiedono elevata performance.

Così come spiegato dagli organizzatori, le risorse di calcolo del proprio computer – e una porzione leggerissima di banda della propria connessione, giusto per il download e l’upload dei dati – verranno destinate a un’ottima causa:

Le risorse non in uso serviranno al [email protected] Consortium, dove un team di ricercatori del Memorial Sloan Kettering sta lavorando per migliorare le nostre conoscenze sui potenziali farmaci per il 2019-nCoV, per la possibile progettazione di nuove terapie.

Video:LibreOffice 6.3