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Coronavirus: servizi Facebook molto usati in Italia

I dati pubblicati da Facebook mostrano un incremento del tempo trascorso con le app e un aumento superiore al 1000% delle chiamate di gruppo in Italia.

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Eliminare le fake news non è l’unica attività che svolgono i dipendenti di Facebook in questo periodo. In seguito alla diffusione del Coronavirus e al divieto di uscire dalle proprie abitazioni, l’azienda di Menlo Park deve fronteggiare un notevole incremento di accessi ai suoi servizi. Tra i paesi con un uso maggiore del previsto c’è l’Italia.

A causa delle restrizioni imposte dai vari governi per rispettare il cosiddetto distanziamento sociale, Facebook ha notato che molte persone usano le sue popolari app (Facebook, Messenger, WhatsApp e Instagram). Per evitare la congestione delle reti, l’azienda ha deciso di ridurre il bit rate per i video su Facebook e Instagram, come hanno fatto altri big del settore, tra cui Google, Netflix e Amazon. In base ai dati pubblicati sul sito ufficiale, il numero totale di messaggi scambiati è aumentato del 50%. Sono inoltre raddoppiate le chiamate vocali e video su Messenger e WhatsApp.

I dati relativi all’Italia sono ancora più impressionanti. Dall’inizio dell’emergenza, il tempo trascorso sulle app è incremento di oltre il 70%. Le visualizzazioni su Facebook Live e Instagram sono raddoppiate in una settimana, mentre l’aumento delle chiamate di gruppo ha superato il 1000% in un mese, come si può vedere nel grafico.

Italy Group Call

Facebook è impegnata giornalmente nella gestione dei servizi per garantire il loro funzionamento, ma l’emergenza Coronavirus non era ovviamente prevista, come invece accade per eventi importanti (Olimpiadi, Capodanno e altri). Il compito è più difficile del solito perché la maggioranza dei dipendenti lavora da casa. Ciò complica anche la risoluzione dei bug e la moderazione dei post (l’intelligenza artificiale potrebbe cancellare post per errore). L’azienda guidata da Mark Zuckerberg farà il possibile per garantire l’affidabilità dei servizi, sperando che rendano più facile la permanenza delle persone nelle loro abitazioni.