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Google accusa Verizon di lobbysmo

Google, prossimo possibile concorrente nelle aste per le frequenze dello spettro radio di 700 MHz, accusa Verizon di fare pressioni sulla FCC per ottenere la possibilità di vendere telefoni vincolati al proprio network. Verizon respinge le accuse

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L’asta delle frequenze radio per quanto riguarda lo spettro dei 700 MHz si sta facendo sempre più calda con l’approssimarsi della data di gennaio. Intanto Google, quello che con tutta probabilità sarà il concorrente a sorpresa dell’asta, accusa uno dei player più grossi coinvolti, Verizon.

Secondo i responsabili di Mountain View, infatti, l’operatore mobile numero 2 degli Stati Uniti starebbe cercando di fare pressioni di stampo lobbystico sulla Federal Communication Commission (l’ente che vigila e regola l’asta) per ottenere un sistema chiuso. Sempre secondo Google l’intento di Verizon sarebbe di poter chiudere i propri telefoni alla propria rete, cioè vendere dei telefoni bloccati che funzionino unicamente su rete Verizon, fermo restando che la rete rimanga aperta, cioè che altri device liberi possano telefonare con Verizon.

Quella di bloccare i telefoni ad un solo operatore è una pratica già molto diffusa, specialmente negli Stati Uniti, che Google vorrebbe evitare per le nuove frequenze cercando di fomentare un ambiente molto più libero: «Dal nostro punto di vista questa prospettiva ignora la realtà del mercato wireless statunitense dove già il 95% dei telefoni è venduto nei negozi gestiti dai grandi carriers. Molto più semplicemente inoltre questo sarebbe contrario a quello che dicono le attuali regole dell FCC». Le regole cui fa riferimento la dichiarazione di Google infatti parlano della libertà del consumatore di accedere a contenuti e applicazioni da qualsiasi device.

Naturalmente Verizon smentisce di aver fatto azione di lobbying e bolla come «sul limite dell’assurdità» le accuse di Google, pur ammettendo però di avere avuto incontri privati con dirigenti della FCC.

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