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L’iPod uccide il pedone

A seguito di una proposta di un senatore in Australia si medita sulla possibilità di sanzionare l'uso i lettori mp3 da parte dei pedoni i quali con la musica nelle orecchie sono più a rischio di non sentire i pericoli della strada

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L’iPod uccide. Ma non è più, o non solo, l’udito ad essere preso di mira o minacciato dal “satanico” device Apple quanto proprio la sicurezza e l’incolumità fisica di chi ne abusa in strada e nelle città.

Ad affermarlo è lo stato di New South Wales in Australia che ha lanciato una campagna pubblicitaria (realizzata dalla DDB, una società pubblicitaria di Sidney) fatta di cartelloni e passaggi televisivi che, imitando il noto spot Apple con le sagome degli ascoltatori, rimarca (in una maniera graficamente molto d’effetto) come l’ascolto dell’iPod per strada possa uccidere. La riproduzioni sono disponibili nella gallery allegata.

Il punto è per cui ascoltare musica ad alto volume (e dunque il lettore della mela è solo un simbolo della propria categoria) mentre si attraversa la strada o comunque si gira in città può distrarre dai consueti pericoli aumentando il rischio e la probabilità di un incidente.

La campagna (già segnalata peraltro anche sul blog del Fake Steve Jobs) segue una proposta di un senatore di New York di proibire e quindi sanzionare l’uso di lettori mp3 da parte dei pedoni nelle strade pubbliche. «Terremo conto della proposta fatta dal senato di New York e cercheremo di capire che impatto possa avere in un arco di tempo di dodici mesi» ha commentato sul Sidney Morning Herald uno scettico comandate della polizia per il traffico stradale, rimarcando come sia impossibile regolamentare la stupidità delle persone «se la gente è così stupida da fare qualcosa che gli impedisce di accorgersi delle macchine che arrivano è un problema con cui non possiamo confrontarci».

Del resto se non è colpa l’iPod può essere colpa di qualcos’altro. Le possibili distrazioni che un pedone può avere sono molte, dalle chiacchiere con un’altra persona all’essere sovrapensiero: c’è un limite a ciò su cui si può legiferare e la volontà di prendere di mira un apparecchio tecnologico non può non sembrare come una presa di posizione passatista.

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