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Una release per festeggiare i 4 anni di Ubuntu

La popolare distribuzione di Linux tagliare il traguardo dei quattro anni dal rilascio della prima versione in Ottobre, mese per il quale è prevista l'uscita della release 8.10 dal nome in codice Intrepid Ibex. Focus su mobile e connettività

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Ubuntu, la distribuzione al momento più chiacchierata e di emergente successo di Linux, arriverà in Ottobre alla versione 8.10 con la release dal nome in codice Intrepid Ibex (stambecco intrepido) che punterà a migliorare le prestazioni relative alla connettività e alla fruizione in mobilità.

È stato lo stesso Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu, a presentarla annunciando che il piano per lo sviluppo della distribuzione sarà discusso all’Ubuntu Developer Summit di Praga che si terrà dal 19 al 23 Maggio. Si tratta di eventi periodici che mettono insieme sviluppatori indipendenti e professionisti del mondo open source per discutere e mettere a punto i piani e le strategie per assemblare la successiva versione del sistema operativo.

Già si sa comunque che Intrepid Ibex punterà a sviluppare la parte di mobile computing e la desktop scalability oltre a lavorare sulla flessibilità del sistema nel momento in cui deve gestire le prestazioni di banda relative alla connettività. Non mancano di precisare dal comitato centrale che l’interazione rimarrà una componente focale dello sviluppo, da sempre infatti è il punto di forza della distribuzione che negli anni gli ha fatto guadagnare stima e utilizzatori.

Intanto però la prossima update è la 8.04, nota con il nome di Hardy Heron, prevista per Aprile (Ubuntu rilascia infatti un aggiornamento circa ogni 6 mesi). Eppure gli occhi sono tutti puntati già su quella di Ottobre e principalmente perchè il suo rilascio coinciderà con il quarto anniversario dalla prima versione di Ubuntu, la 4.10. Negli ultimi 4 anni infatti la distribuzione di Shuttleworth ha ricevuto circa 9 aggiornamenti significativi, cosa che riempie di gioia il suo fondatore: «Abbiamo specifiche aperte, comitati direttivi aperti, e la volontà di far sì che chiunque possa dare un contribuito al successo del progetto […] E i contributi ci arrivano tanto dal mondo corporate quanto dai singoli sviluppatori professionisti».

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