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Wimax, giornata sette

La settima giornata di miglioramenti competitivi ha comportato una sola uscita dalla competizione e 15 gruppi ancora attivi nella gara per aggiudicarsi le ambite frequenze Wimax. L'asta è ormai giunta a +150% del valore della base d'asta iniziale

Settima giornata di miglioramenti competitivi per l’attribuzione delle licenze Wimax sul mercato italiano. Come di consueto il Ministero delle Comunicazioni a fine giornata ha diramato i risultati della giornata indicando l’aumento della cifra complessiva e registrando i gruppi dileguatisi tra le varie fasi di rilancio.

Recita il bollettino di giornata (estesasi per l’occasione su 6 diverse tornate di rilancio): «Alla fine della giornata, la cifra complessiva raggiunta dalla gara è stata pari a euro 123.000.000 circa, con un incremento del 150% rispetto agli iniziali valori della base d’asta. In particolare nella giornata odierna si è registrato un incremento, rispetto all’ultima tornata, di euro 10.000.000 milioni».

Le aree di gara risultano essere ancora tutte attive, 15 i partecipanti ancora in gara. Unico abbandono della giornata è quello della Media P.A.

La prossima giornata di miglioramenti competitivi, l’ottava, è prevista per martedì 26 febbraio, ore 10.30. Ogni dettaglio sulle cifre offerte è contenuto nel riassunto distribuito dal ministero nell’apposito file pdf. L’unica certezza al momento è nell’importante cifra raggiunta dall’asta, segno inequivocabile dell’importanza della tecnologia Wimax nella realizzazione di particolari ponti di connettività sul particolare territorio del nostro Bel Paese.

Se vuoi aggiornamenti su Wimax, giornata sette inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • zack

    Un asta che incrementerà le casse dello stato, ma svuoterà le tasche dei cittadini. Andrà in mano ai soliti noti, quindi servizio salatissimo e scarso.
    Un’ altra occasione persa per ridurre il gap culturale e tecnologico con gli altri paesi europei.

  • Fedele

    Sono d’accordo con il messaggio sopra riportato, i nostri politici attenti a rimpinguare le casse dello stato non capiscono che così facendo svuotano quelle dei lori sostenitori che prima o poi si stancheranno. Oggi internet è la vera strada del futuro, una azienda non può essere esclusa perchè in quella zona non è possiblile collegarsi.
    Lo stato dovrebbe essere attento a questo problema altrimenti le zone depresse rimarranno tali per sempre.