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Lunga vita ai casual game

Cresce sempre più l'interesse per i casual game, i giochi semplici ma divertenti che da qualche anno spopolano su Internet e sui telefoni cellulari, un mercato che è cresciuto del 20% nel 2007 e che vale 2,25 miliardi di dollari

I casual game attirano un pubblico sempre più folto ed eterogeneo, divenendo in questi ultimi anni un vero e proprio (inatteso) fenomeno. Si tratta di giochi semplici ma molto divertenti, utili per trascorrere qualche minuto di svago e disponibili perlopiù su Internet o sui dispositivi portatili quali telefoni cellulari o iPod. Un mercato da non sottovalutare, che ha visto una crescita del 20% nel 2007 e che vale ben 2,25 miliardi di dollari.

Come ricorda Mark Ward su BBC News, il gioco Bejeweled apparso nel lontano 2001 rappresenta uno dei più grandi successi per quanto riguarda tale tipologia di giochi. Conosciuto anche come Diamond Mine, rappresenta un rompicapo in grado di impegnare la mente per una manciata di minuti e in grado quindi di rendere più piacevoli i brevi momenti di attesa tra un impegno e l’altro. Bejeweled ha venduto più di 10 milioni di copie ed è stato scaricato più di 150 milioni di volte.

Il fatto che giochi come Bejeweled rappresentino uno svago di pochi minuti non diminuisce il loro valore, «non c’è nulla di necessariamente casuale nel giocare con questi», ha dichiarato Popcap, creatore del gioco in questione, ricordando come le ore di gioco trascorse online ogni anno dagli appassionati di tutto il mondo ammontino a 600 milioni. Il campione di persone interessato ai casual game è molto eterogeneo e particolare: «i giocatori Popcap sono al 65% femmine e oltre il 70% ha più di 30 anni», ha dichiarato Mr Gwertzman, un gruppo molto diverso rispetto ai tradizionali appassionati di videogiochi.

Il successo dei casual game è dovuto essenzialmente alla facilità con cui le persone possono venire in contatto con essi: semplici da imparare e con poche pretese, risultano molto economici da acquistare (se non addirittura gratuiti) e richiedono hardware estremamente accessibile quali i diffusissimi telefoni cellulari, iPod o Pc anche datati. Al contrario, i giochi classici per console o computer richiedono hardware costoso e tempi di apprendimento decisamente più lunghi.

Particolare importanza nella diffusione dei casual game è dovuta a Flash, programma Adobe il cui player è presente nella quasi totalità dei computer e che ha semplificato in maniera notevole la creazione di giochi semplici ma appassionanti da parte di società grandi e piccole o anche di singoli appassionati. Tra i portali più interessanti a livello di casual game si segnalano King.com, ove poter acquistare un gran numero di titoli e Kongregate, il quale permette l’upload di giochi creati da appassionati e sottoposti alla valutazione della comunità.

Se vuoi aggiornamenti su Lunga vita ai casual game inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • Ermes

    Scusa, ma il sito King.com è chiuso dalla “aams”… Magari non vi siete accorti! ;)

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Chiuso? Sicuro? A me non risulta, vi accedo regolarmente.

  • Ermes

    AVVERTENZA – SITO NON RAGGIUNGIBILE
    In applicazione del decreto dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) del 2 gennaio 2007, disciplinante la rimozione dei casi di offerta in assenza di autorizzazione, attraverso rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro, con il quale è stata data attuazione all’art. 1, comma 50, della Legge 27 dicembre 2006, nº 296, il sito richiesto non è raggiungibile poiché sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per operare la raccolta di giochi in Italia.

    L’elenco degli operatori autorizzati al gioco telematico è disponibile sul sito istituzionale http://www.aams.it.

    e mi manda a questo link:
    http://217.175.53.72/index.html

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Grazie per la segnalazione. Chiederò a Matteo di verificare.

  • http://funcool.altervista.org/ Mattia

    Anche a me esce la pagina di AAMS.

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Si, pare ci sia un blocco. Matteo mi ha confermato la cosa. Sia a me che a lui la cosa non risulta, ma evidentemente è tutta questione di DNS (i nostri non risultano filtrati, in pratica). Il blocco sarebbe derivante da giochi non autorizzati dall’apposita istituzione italiana.

  • Matteo F

    Infatti sembra che l’accesso sia bloccato ma dipende dai provider utilizzati per la connessione, alcuni offrono l’accesso, altri no.