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Glasnost nelle connessioni internet

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L’Istituto Max Planck nell’intento di portare la trasparenza su Internet ha reso disponibili online due strumenti che permettono di analizzare la propria connessione e il comportamento del proprio provider.
Il Max Planck Institute for Software Systems è un autorevole istituzione tedesca di formazione e ricerca che opera in tutte le aree correlate ai sistemi software complessi.

L’Istituto ha avviato un progetto, denominato Glasnost, un termine russo che significa trasparenza, con l’obiettivo di rendere le reti d’accesso più trasparenti per gli utenti.
Il timore che vi siano filtri attivi sulle nostre connessioni Internet, la sensazione che la navigazione sia controllata nella banda e nella tipologia di traffico preoccupano sempre più gli utenti specialmente quelli che fanno ampio uso di applicazioni peer-to-peer (P2P) o VoIP.

Il tema è ampiamente discusso nei blog (vedasi per esempio l’articolo Limiti per il p2p per Tele2? su questo stesso blog) e riguarda non solo il nostro paese ma anche il resto d’Europa (si legga in proposito UK, guerra aperta al p2p illegale) e sicuramente gli Stati Uniti d’America (Filtri P2P, in America se ne discute).

L’Istituto Max Planck ha avviato uno studio sul fenomeno ed ha reso disponibile due piccoli strumenti che possono essere utilizzati al fine di analizzare la propria connessione.

Questi strumenti, uno per simulare uno scambio dati BitTorrent e l’altro per verificare le caratteristiche della propria connessione a banda larga, sono diventati talmente famosi su Internet che spesso i server messi a disposizione dall’Istituto risultano non disponibili.

Nel caso non si riuscisse a condurre il test ci si può sempre consolare dando un’occhiata curiosa alle statistiche dei risultati sino a ora aggregati.

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