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eBay farà pressioni sull’UE per l’ecommerce

A poco dalle dichiarazioni sui prossimi cambiamenti nel sistema che regola il commercio in Europa il sito d'aste si pronuncia contro il vecchio regime e dichiara che farà tutto il possibile per assicurarsi che l'UE rispetti le promesse di cambiamento

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A pochissimo dalla decisione dell’Unione Europea di rivoluzionare le norme e l’assetto del commercio online per gli stati dell’Unione arrivano anche le molte proteste di eBay contro l’attuale stato delle cose. Il sito d’aste con clienti e presenza in tutto il mondo promette infatti di fare azione di lobbying per portare la propria voce fin dentro le sale dei bottoni comunitarie.

Non ha lesinato in parole dure lo staff di eBay che ha definito le leggi sul commercio in Europa roba da «secolo scorso», per come sono protezioniste e anticoncorrenziali. Secondo eBay a frenare l’avanzata del commercio elettronico è tutto il settore manufatturiero, che in Europa è particolarmente forte: «I manufatturieri vogliono continuare a fare soldi come negli anni ’50» ha detto alla BBC il capo degli affari europei per eBay, Paloma Castro.

Di certo allora il sito d’aste statunitense potrà contare su Maglena Kuneva, la parlamentare che ha proposto il rinnovo legislativo, ma anche su un altro commissario dell’Unione, Charlie McCreevy, oltre chiaramente a rappresentanti dai principali partiti politici.

Nonostante siano consci dei lunghi tempi necessari per operare cambiamenti significativi, nel documento ufficiale che la società ha presentato oggi ci sono precise richieste tra le quali spicca quella dell’istituzione di un sistema di prezzo unico per molti oggetti invece che dover subire costi differenti a seconda dei paesi come è ora. Anche perchè molti marchi, dice eBay, non solo non commerciano con i siti online ma quando lo fanno rialzano i prezzi.