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Le Olimpiadi approdano su YouTube

I diritti per le immagini delle Olimpiadi sono un affare a cui nemmeno Google può fare a meno. Nei paesi ancora senza copertura, quindi, sarà YouTube a fornire le immagini delle competizioni: firmato l'accordo con il Comitato Olimpico Internazionale

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L’importante è partecipare. Tutti vogliono essere dell’affare: anche Google. Ed è così che con un comunicato stampa sul sito ufficiale dei giochi olimpici viene ufficializzato l’accordo che porterà le immagini dei giochi su YouTube limitatamente ai paesi in cui tali immagini non sarebbero giunte tramite i canali televisivi.

Le Olimpiadi saranno ancora una volta una grande macchina d’affari che attorno alle varie discipline riuscirà a monetizzare l’immaginario di quello che è il principale evento sportivo al mondo. Molti paesi, però, erano al momento stati esclusi dal giro dei diritti televisivi ed è in questa zona d’ombra che Google ha lanciato il proprio YouTube per raccogliere quanto possibile in una moltitudine di paesi compresi nell’elenco composto dal comitato organizzatore dei giochi.

Afghanistam, Pakistan, Singapore, Somalia, India, Kenya, Zambia, Angola, Bangladesh, Nigeria, eccetera: 77 paesi in tutto. YouTube ha creato per queste nazioni un canale apposito con filtri legati alla zona geografica di connessione, così che si possa trasmettere materiale autorizzato senza ledere alcun diritto acquisito. L’accordo è peraltro non esclusivo, anche se non sono molti i servizi che potranno permettersi una stessa copertura senza finire in perdita il proprio operato. Va ricordato come Microsoft, la principale minaccia per Google nel mondo online, abbia siglato anzitempo un accordo di esclusiva che porterà addirittura le immagini in streaming sui desktop Windows Vista.

L’accordo tra le parti è una mossa anticipata che in qualche modo tutela entrambi i firmatari: YouTube si assicura la regolarità del proprio operato, assicurandosi immagini qualitative di cui la propria repository ha forte necessità. Il comitato olimpico, per contro, rinuncia la rincorsa al filmato illegale assicurandosi un margine (non meglio precisato) sul lucro ricavato dalle inserzioni pubblicitarie previste dai sistemi Google. La questione sembra dunque procedere in direzione opposta rispetto al caso che vede opposte YouTube e Mediaset, ove la seconda ha citato la prima e nessun accordo è al momento stato proposto per la condivisione degli introiti tra le parti.

A partire dal 6 agosto il canale sarà raggiungibile e metterà a disposizione le clip dei giochi (le cui competizioni inizieranno ancor prima della cerimonia dello 08/08/2008). Timo Lumme, responsabile del marketing per il Comitato Olimpico Internazionale, festeggia l’accordo ricordando sul comunicato ufficiale le opportunità che vengono offerte ai paesi precedentemente esclusi dalla copertura. La tempistica ed i nomi in ballo evidenziano però ben altre finalità, benché lucro e opportunità spesso vivano di sinergie positive. 77 paesi, infatti, potranno giovare grazie al web di una possibilità che, sempre nel nome del lucro, era stata anzitempo negata dai diversi vincoli esclusivi delle trasmissioni televisive.