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Anche Opera e Sharp nella Symbian Foundation

Sharp, Opera Software e altre 7 importanti società hanno manifestato la loro intenzione di entrare a far parte della Symbian Foundation, l'associazione creata da Nokia allo scopo di offrire una piattaforma aperta per ogni esigenza di mobilità

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Symbian Foundation, l’associazione creata da Nokia allo scopo di offrire ai propri membri una piattaforma libera e priva di royalty, continua a ricevere consensi dall’intero ecosistema mobile: alla già nutrita lista di aziende partner, si aggiungono ora infatti Opera Software e Sharp, oltre ad altre importanti aziende quali Acrodea, Brycen, HI Corporation, Ixonos e KTF. Diventano così ben 40 le compagnie che dal giungo 2008 hanno confermato la loro partecipazione all’iniziativa capitanata da Nokia.

«Symbian è stata una delle prime compagnie a supportare la visione di Opera su come il Web un giorno sarebbe stato disponibile attraverso qualunque apparecchio», ha dichiarato il chief executive di Opera Jon von Tetzchner. «Oggi, quella visione sta divenendo realtà. Guardiamo avanti all’opportunità di unirci alla fondazione e di dare una mano a portare avanti l’evoluzione del principale sistema operativo mobile».

Nokia ha manifestato recentemente l’intenzione di acquistare le azioni rimanenti di Symbian per 410 milioni di dollari e si prepara a rendere la piattaforma open source e priva di royalty nel corso del 2010. Il produttore finlandese vede Symbian Foundation come un modo per introdurre velocemente nuovi prodotti nel mercato e per evitare ai suoi membri il pagamento di tasse verso sviluppatori software esterni.

In ballo c’è molto: l’ambiente mobile sta diventando l’ombelico degli ecosistemi informatici Apple e Microsoft, con Google che fa la voce grossa promettendo grandi cose con il proprio Android. Nokia giunge in questa battaglia forte della propria posizione di controllo sul settore dei telefonini ed intende adoperare Symbian come leva per impedire ai big dell’informatica di invadere il territorio (dettando così leggi diverse da quelle imposte fino ad oggi dall’azienda finlandese).

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