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Open Hack Day 2008, Yahoo apre le porte

E' in corso di svolgimento il grande summit di sviluppatori indipendenti che potranno provare, modificare, inventare e migliorare le nuove interfacce e i nuovi servizi che il motore di ricerca è deciso a mettere online

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Tutto nasce da una considerazione molto semplice fatta a Sunnyvale: non tutta l’innovazione può venire da dentro l’azienda, perciò «negli ultimi due anni e negli ultimi sei mesi in particolare siamo davvero andati oltre la semplice idea di open source. Per progredire davvero dobbiamo avvalerci delle qualità migliori delle altre aziende, degli studenti» ha detto David Filo, cofondatore di Yahoo.

Ciò di cui si parla è dell’Open Hack Day 2008, una manifestazione di due giorni che riunisce 300 programmatori ai quali viene data la possibilità di mettere le mani in esclusiva su alcune delle novità più importanti per il motore di ricerca, con particolare attenzione alle nuove interfacce grafiche.

Il punto è che probabilmente la strategia dell’apertura totale non frutterà soldi nell’immediato, ma potrebbe essere un’arma importante nel lungo termine. Se infatti sembra improbabile che il motore di Sunnyvale possa riprendere la competizione con quello di Mountain View, è altresì vero che dei 500 milioni di visitatori che ogni mese raggiungono Yahoo la maggior parte lo fa per i suoi servizi e trovare un modo di sfruttarli con maggiore efficacia potrebbe incrementare tutto il comparto pubblicitario (e quindi monetario) dell’azienda.

Al momento Yahoo! mette a disposizione le API di almeno 30 dei suoi servizi, molte delle quali riguardano le interfacce in AJAX e tutto il settore Flickr. Ma iniziative come l’Open Hack Day sono decisamente un passo avanti nel coinvolgere attivamente quel crowdsourcing di cui si parla da molto tempo.

«Per i 300 milioni di visitatori che arrivano alla nostra home page ogni mese quella pagina è importante e delle piccole aggiunte potrebbero renderla perfetta, ma si tratta di cose che sono differenti per ognuno» riassume Ash Patel, capo della divisione Audience Products dell’azienda, nello spiegare dove la compagnia voglia andare a parare.

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