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Azure: Microsoft dimensione cloud

Con la Azure Services Platform, Ray Ozzie realizza quello che è il suo progetto di lungo periodo per Microsoft: una piattaforma per servizi web-based che permetta alle aziende di tagliare i costi. Si preannuncia una vera e propria svolta

Il momento è cruciale. Microsoft, secondo alcune stime, avrebbe ad oggi investito già qualcosa come 3 miliardi di dollari nella nuova architettura cloud ed ulteriori investimenti stanno per essere messi a punto per aumentare la dotazione hardware che dovrà supportare il tutto. Ozzie era giunto in Microsoft con uno scopo preciso: segnare una svolta rispetto al modello che Bill Gates aveva saputo far fruttare negli ultimi decenni.

Ozzie, conscio del proprio ruolo, sembra accettare tale scottante posizione affrontando di petto le importanti responsabilità conseguenti: il progetto è di lungo periodo, il gruppo sta intraprendendo una scelta radicale, si sta dando il via a qualcosa destinato a durare fino ai prossimi 50 anni. La conversione completa al nuovo modello dovrebbe esaurirsi nel giro di circa un decennio: secondo Ozzie alcune aziende dovranno ponderare bene ogni passaggio, per poi passare però con fiducia alla nuova realtà.

In questa fase iniziale si procederà con una formula ad inviti per limitare le prove tecniche sulla piattaforma. Gli inviti sembrano essere distribuiti al momento con estrema rapidità e permettono l’accesso a 50Gb di storage con traffico autorizzato da 20Gb/giorno. A regime il servizio avrà un tariffario che, spiega Microsoft, sarà «in contrasto con le tradizionali licenze software». Il modello cloud, infatti, prevede pagamenti in base all’uso, promettendo pertanto flessibilità e taglio dei costi. Quest’ultima valutazione è basata in particolare sul fatto che non occorrerà più dotarsi di hardware con il rischio di lasciarlo inutilizzato: sarà il contratto con Microsoft a delineare le capacità di computing e di storage accessibili, permettendo così alle aziende di delegare a Redmond la responsabilità di creare le necessarie economie di scala per la riduzione dei costi.

Ulteriori dettagli saranno diramati nei prossimi giorni: la PDC2008 è appena iniziata e su Azure c’è ancora molto da scoprire.

In questa nuova dimensione Microsoft incontrerà una concorrenza nuova e per certi versi inedita per quella che è stata la storia del gruppo. Google è il primo grande rivale. Amazon è il nome emergente. Salesforce è l’elemento più radicato sul mercato grazie ad una offerta già collaudata e diffusa. Sebbene ad oggi il tutto si riduca ad una presentazione e ad una Technology Preview, l’annuncio di Ozzie appare realmente come il momento della svolta. Per Microsoft, probabilmente, il “2.0″ inizia seriamente solo oggi.

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