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Una storia da mungere

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Emblematica la storiella del cellulare abbandonato al McDonald’s. Forse forse Paolo Attivissimo dovrebbe fare qualche telefonata: lui è bravo a svelare le bufale, ed il caso specifico lascia sulla scena del crimine tanti di quegli indizi da far quantomeno sorgere un enorme dubbio sulla bontà della notizia.

Riassunto, per chi ha avuto la fortuna di non perderci su del tempo. I signori Sherman avrebbero dimenticato ad un McDonald’s di Fayetteville (Arkansas) un telefono cellulare ed avrebbero chiesto ai camerieri di custodirlo in attesa di passare a riprenderlo. Un cameriere avrebbe invece fatto un giretto nella gallery del telefonino trovando a sorpresa alcune foto della signora Tina Sherman come la natura l’ha fatta. Le foto della signora («calda come un caffè») sarebbero finite online con tanto di nome, numero di telefono ed indirizzo della malcapitata. La coppia sarebbe stata costretta al trasloco ed ora chiedono un risarcimento milionario.

Sebbene non siano pochi coloro i quali stemperano un fugace dubbio sulla notizia, sono invece in tanti, tantissimi, coloro i quali se ne occupati nelle ultime 24 ore. La notizia fa il giro del mondo e anche in Italia è ripresa da blog e giornali: troppo curiosa e pruriginosa per non occuparsene. Milioni di pageview, milioni di click, milioni di letture. Sesso, soldi, voyeurismo, internet: mescolare e distribuire, successo assicurato.

A prescindere dalla bontà della notizia (acriticamente riportata dai media), la signora Tina Sherman è oggi una star che potrebbe permettersi qualunque cosa. In poche ore è stata cercata milioni di volte su Google ed il suo nome è conosciuto da metà del mondo connesso alla rete. Un cellulare FORSE perduto FORSE in un McDonald’s, FORSE con alcuni scatti osé FORSE finiti online. Una storia basata non sulla realtà accertata, ma su una realtà posticcia che ai media fa oltremodo comodo così com’è. Una notizia che esplode in poche ore, senza che nessuno abbia la reale volontà di sapere se sia vera o meno. Una storia fine a sé stessa, portata online con foto che in altre circostanze sarebbero additate come deplorevoli, censurabili, oltraggiose per il pudore dei lettori. Una storia che hanno munto in tanti, ognuno a modo suo. Una storia emblematica.

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