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Gran Bretagna, sogni di banda larga

Il ministro delle comunicazioni potrebbe presto diffondere un piano per la diffusione della banda larga. Il progetto sembra prevedere un impegno economico diretto da parte del governo, intenzionato a portare Internet anche nelle aree rurali col wireless

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Il governo britannico potrebbe presto cimentarsi nel finanziamento di una rete a banda larga pubblica. L’annuncio di un possibile investimento giunge direttamente da Stephen Carter, il responsabile del Ministero delle Comunicazioni, che in più di una occasione si era già pronunciato per incentivare la creazione di una nuova rete in fibra ottica con una partecipazione pubblica. Ora la crisi economica potrebbe costituire un ulteriore stimolo per coinvolgere maggiormente il governo nel progetto, stimolando così l’economia nazionale.

Stando alle prime indiscrezioni, rivelate dal quotidiano Financial Times, Lord Carter avrebbe già preparato una prima bozza per un piano legato alla banda larga pubblica. L’intenzione sarebbe legata alla possibilità di offrire a partire dal 2012 una connessione a 2 megabit per secondo ai sudditi di Sua Maestà. L’impegno pubblico potrebbe risollevare le sorti del broadband in Gran Bretagna, attualmente utilizzato da circa il 58% della popolazione, ma a velocità di download ben distanti dai 2 mbps proposti dal ministro per le comunicazioni.

Il progetto potrebbe coinvolgere contemporaneamente sia gli operatori di rete fissa, sia gli operatori di rete mobile. Una sinergia tra i due soggetti potrebbe infatti consentire un sensibile mantenimento dei costi di realizzazione, specialmente nelle aree rurali in cui la diffusione della banda larga su rete fissa si dimostra ancora economicamente poco sostenibile. Un piano che comprenda la diffusione di Internet attraverso il wireless potrebbe essere realizzato solo con un ampio accordo con i gestori, un particolare non trascurabile specie alla luce delle dispute ancora in corso tra Ofcom, O2 e Vodafone.

L’organismo di controllo per le comunicazioni vorrebbe, infatti, liberare parte dello spettro attualmente utilizzato dalle due società per trasmettere i segnali dei cellulari di seconda generazione. Le basse frequenze comprese nello spettro del 2G potrebbero rivelarsi molto utili per la diffusione di segnali a lunga distanza, ma O2 e Vodafone osteggiano da tempo una eventualità di questo tipo.

I dissidi tra società telefoniche e Ofcom potrebbero dunque rallentare sensibilmente gli ambiziosi piani di Lord Carter. Secondo alcune indiscrezioni giornalistiche, il ministro delle comunicazioni potrebbe proporre un’estensione delle attuali licenze 3G degli operatori in cambio di una rimodulazione degli accordi sulle reti di seconda generazione, condizione che potrebbe fornire nuova linfa al mercato della banda larga via wireless. Solo una buona sinergia tra operatori e governo potrebbe comunque assicurare un successo dell’ambizioso piano, che potrebbe richiedere fino a 28 miliardi di sterline per la sua realizzazione.

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