Google, sbagliare è umano
Sbagliare è umano, anche in casa Google. È stato uno dei dipendenti di Mountain View, infatti, ad aver inserito lo slash che ha bloccato per 40 minuti le ricerche in tutto il mondo etichettando come potenzialmente dannoso ogni sito indicizzato
Gli avvisi relativi ai siti pericolosi sono veicolati su Google tramite la “blacklist” della Stop Badware Coalition (progetto in cui collaborano anche Sun e Lenovo). La disfunzione, però, sarebbe stata causata da una voce errata immessa nella lista stessa: il filtro “/” comprende infatti ogni qualsivoglia sito al mondo, e dunque da un semplice slash deriva tutto l’intoppo. Il caos immediato scatenatosi ha lasciato sviluppare piccoli riflussi polemici causati dalla mancanza di spiegazioni, dall’affondamento del sito StopBadware.com (a causa dell’eccessivo traffico) ed infine dall’impossibilità di risalire all’esatta causa del problema. Una cosa, infatti, Google non ha specifica: se errore umano è stato, chi e dove ha sbagliato?
StopBadware.org non ha una spiegazione esatta alla situazione, ma una cosa la può asserire con sicurezza: l’errore è di Google. Il motore, infatti, collabora con l’ente non-profit ma non prende alla lettera la blacklist fornita. C’è dunque un lavoro di traduzione tra le parti e c’è un team interno a Google che si occupa di passare al vaglio la lista StopBadware.org per poi tradurla sui filtri del motore. In questa transizione è avvenuto il misfatto, con lo slash finito per errore nella lista bloccando in pochi minuti il buon funzionamento dell’intero sistema.
Pochi minuti per riconoscere il problema, pochi minuti per venire a capo della soluzione, pochi minuti per ripristinare il tutto. In quei 40 minuti Google è stato in balia di uno slash e di un errore umano: nessuna conseguenza tangibile, nessun danno evidente, ma il tutto crea quantomeno un precedente curioso che rivela come anche la matematica perfezione degli algoritmi possa avere la propria crepa inattesa. Per Google l’importante ora è non ripetere esperienza simile: perchè peccare è umano, ma perseverare sarebbe… “evil”.
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