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Hulu compie 1 anno e diventa social

Ad un anno dalla sua nascita quello che ormai è diventato il secondo sito di riferimento per contenuti video in rete aggiunge la possibilità per i suoi utenti di comunicare tra di loro riguardo i contenuti che guardano ed esprimere apprezzamenti

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Il primo compleanno di Hulu arriva con in regalo nuove funzioni social per gli utenti del sito che ormai è diventato il secondo in importanza per quanto riguarda la fruizione di video in rete. Ora sarà possibile condividere, commentare e interagire sui contenuti guardati e apprezzati.

Lo annuncia Hulu in un post del proprio del blog nel quale tira anche le fila (numeriche) del primo anno di vita. Neanche a dirlo sono tutte cifre positive, una crescita continua che, come è noto, è anche ben supportata dalla pubblicità. Gli utenti unici Hulu sono 9,5 milioni al mese, molti di meno degli 88 milioni di Yahoo ma anche dei 14 milioni di Fox.com. Eppure quei 9 milioni e mezzo hanno visto un totale di 308 milioni di video in streaming, infinitamente di più dei 250 milioni di Yahoo e dei 194 di Fox.com.

Ecco perchè non stupisce molto che il sito voglia cavalcare ancora di più il tempo che i suoi utenti passano sulle sue pagine e la loro fedeltà, offrendo strumenti per interagire tra di loro e con i contenuti. Così assume anche più senso la mossa dei giorni scorsi di chiudere i rapporti con altri siti prima partner come Tv.com e Boxee i quali già offrono servizi simili.

Al momento le funzioni social sono quelle più comuni: si possono raccomandare film agli amici, cercarne tra i propri contatti Gmail, Facebook e MySpace, lasciarsi messaggi, eccetera. Tutto ciò quindi porta anche la possibilità di avere classifiche degli show più votati e raccomandati. Ogni funzione è ovviamente disabilitabile a scelta.

Sul Wall Street Journal si ritiene che simili aggiunte in salsa social non cambino nulla nella questione se Hulu sia in guerra o meno con la tv tradizionale, mentre sul Wired si sostiene l’opinione opposta: le funzioni social aggiungono appeal e, qualora dovessero funzionare, sembra improbabile che l’utenza poi non le voglia anche per i contenuti che vede sulla tv tradizionale.