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RIAA d’accordo con gli ISP o no?

Nubi si addensano sulla nuova politica della RIAA. L'ente sostiene di essere in accordo con gli ISP per avvertire gli utenti e, in caso di reiterata pirateria, sospendere il servizio. Le società coinvolte come AT&T e Comcast, però, negano ogni accusa

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In Dicembre la RIAA aveva annunciato che avrebbe smesso di fare causa ai singoli utenti accusati di pirateria digitale e avrebbe cominciato a prendere accordi con gli ISP per demandare a loro il compito di avvertire (e nel caso sanzionare con l’interruzione del servizio) gli utenti criminali.

Ci sono ancora molte nubi intorno alla questione. Si sa che AT&T e Comcast hanno cominciato a collaborare e a mandare i primi avvisi, ma poi le stesse compagnie hanno ritrattato sostenendo di non essere in collaborazione con la RIAA per interrompere il servizio. La questione infatti ruota tutta intorno al sistema “avvertimento-minaccia”: È ufficiale il fatto che gli ISP stanno avvertendo gli utenti colti in fallo che possono incorrere in sanzioni, ma gli stessi ISP negano l’intenzione di portare a compimento l’interruzione del servizio.

Il problema è che gli ISP non hanno alcun piacere ad essere identificati come collaboratori della RIAA che, al pari della MPAA, negli anni è diventata lo spauracchio della rete. Sembra però un dato di fatto che una sorta di accordo esista e che, come ha confermato al Leadership Music Digital Summit il funzionario AT&T Jim Cicconi, dovrebbe servire da test per misurare le reazioni degli utenti.

Comcast invece ha voluto precisare che si limita ad inoltrare le mail della RIAA direttamente agli utenti, qualcosa che il gruppo fa da sempre e che (sempre secondo Comcast) farebbero tutti gli Internet Service Provider. Nulla sarebbe cambiato: il sostegno va ai detentori del copyright, ma non c’è appoggio alla pratica avvertimento-scollegamento.

Intanto arrivano i primi indizi della posizione che la nuova amministrazione Obama prenderà nei confronti della lotta tra detentori di copyright e utenti. Nel caso ormai cardinale Tenebaum contro RIAA (tutto centrato su quanto valga in termini di danni la pirateria) il dipartimento della giustizia ha respinto tutte le istanze della difesa compresa quella che sostiene che la RIAA si non si stia comportando in qualità di ente privato, ma sotto le vesti di struttura pubblica.