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Google Venture, 100 milioni per la next big thing

Google Venture è il nuovo ramo del gruppo di Mountain View che si occuperà di distribuire 100 milioni nei prossimi 12 mesi per stimolare economicamente piccole start-up aventi idee interessanti da far crescere. Si cerca in pratica la next big thing

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Google è pronta a mettere sul piatto delle startup 100 milioni di dollari nel giro dei prossimi 12 mesi. Dato l’attuale momento di stallo dell’economia, trattasi di un gruzzoletto appetibile per i piccoli gruppi, mentre per contro trattasi di un investimento di potenziale beneficio futuro per l’azienda di Mountain View. Il tutto sarà organizzato sotto il nome di Google Ventures, con tanto di apposito sito web a delineare le opportunità emergenti.

«Google Ventures cerca di trovare e far crescere grandi compagnie – noi crediamo nel potere dell’imprenditoria per fare cose eccitanti. Stiamo studiando una vasta gamma di industrie, inclusi Internet consumer, software, hardware, tecnologie pulite, biotecnologie e salute. […] Il nostro team include imprenditori, investitori e innovatori […]. Non devi essere una acquisizione potenziale di Google per voler lavorare con noi; siamo qui per costruire grandi aziende». Un indirizzo email, un recapito, un numero di telefono statunitense: si parte di qui per tentare la scalata ai dollari di Mountain View.

La storia dice che nei momenti di maggiore stallo economico sono state partorite le idee migliori, quelle che nel periodo immediatamente successivo hanno saputo guidare l’economia e si sono imposte con grandi profitti. La stessa Google è nata così, infilandosi tra le maglie dei motori (quando dominava Altavista) e dribblando una potenziale acquisizione rifiutata a suo tempo da Yahoo. Oggi Google intende non lasciarsi sfuggire eventuali opportunità e prova così a richiamare a sé le idee migliori sventolando dollari freschi di cui il mercato ha oggi come mai fortemente bisogno.

Google Ventures

Google avvia tutto ciò in un momento alquanto particolare: secondo le valutazioni CNet i fondi di Venture Capitals sono diminuiti rispetto ad un anno fa di ben il 71% (da 11.6 miliardi a 3.4 miliardi): i 100 milioni di Google sono una goccia nel mare, ma rappresentano comunque uno stimolo interessato che ben risponde all’idea per cui «le buone idee vengono quando vengono» e la “next big thing” potrebbe dunque essere dietro l’angolo. Chissà se anche dall’Italia, ove spesso si è parlato di start-up e di carenza di fondi, vi saranno esperimenti in partenza verso la casella di posta di Big G.

Il vantaggio per Google può essere multiforme: può veicolare idee altrui verso tecnologie proprie, può trarre vantaggio economico diretto dagli investimenti profusi, può trovare interessanti collaborazioni in settori ancora in erba. Google Ventures, insomma, riprende la direzione di Google.org ma mette in forma nuova l’impegno Google ed il significato dei capitali infusi. L’operatività, peraltro, sarebbe già attiva con due piccoli gruppi già felici di potersi giovare dello stimolo accreditato: Silver Spring Networks, gruppo impegnato nel concetto “grid” di distribuzione dell’energia elettrica, e Pixazza, una sorta di alter-AdSense per immagini.

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