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Solidarietà virtuale

I gruppi virtuali su Facebook sono importanti, sì, ma non danno nessun aiuto concreto, vorrei che questo venisse compreso un po’ da tutti E’ questa una frase (estrapolata da un commento antecedente) su cui occorre soffermarsi un attimino. Il dramma che sta vivendo l’Abruzzo, infatti, è oltremodo concreto ed ha bisogno di aiuti assolutamente tangibili. [...]

I gruppi virtuali su Facebook sono importanti, sì, ma non danno nessun aiuto concreto, vorrei che questo venisse compreso un po’ da tutti

E’ questa una frase (estrapolata da un commento antecedente) su cui occorre soffermarsi un attimino. Il dramma che sta vivendo l’Abruzzo, infatti, è oltremodo concreto ed ha bisogno di aiuti assolutamente tangibili. Vestiti, cibo, plasma, denaro. Mani e attrezzi per scavare.

C’è il rischio che la carica emotiva provocata dalle immagini provenienti dall’Abruzzo possa spegnersi in gesti vuoti, in manifestazioni di solidarietà fini a sé stesse e prive di qualsivoglia riscontro nel reale. Le candele accese su Facebook, infatti, sono una bella manifestazione di vicinanza, ma non fanno altro. E iscriversi ad un gruppo AVIS non significa aver donato il sangue. Gli innumerevoli messaggi postati sulle diverse bacheche e sui diversi social network poco possono fare per le famiglie colpite, le quali peraltro nemmeno vedranno tutta questa immensa mole di informazione.

Per questo è meglio fare qualcosa di concreto, invece di cadere nella tentazione di un facile “condividi” o “mi piace”: l’Abruzzo ha bisogno sì di un abbraccio, ma in certe cose la dimensione virtuale non può aiutare: quando la terra brontola a chilometri di profondità, tutto quel che non è concreto risulta vuoto, vano e superficiale.

Per ulteriori informazioni è possibile partire di qui grazie al lavoro messo a disposizione da Google per raccogliere ed organizzare le informazioni relative agli accadimenti di queste ore.

Se vuoi aggiornamenti su Solidarietà virtuale inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • http://vanamonde.splinder.com Vanamonde

    Aggiungo: ora si sprecano le petizioni per devolvere ai terremotati i soldi dei reality show o quelli del Superenalotto… cioè, in pratica, quelli che spettano di diritto a qualche vincitore. Sarebbe meglio che, invece che farsi belli proponendo di devolvere i soldi di qualcun altro, si mettesse mano alle proprie tasche.