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Assinform: crisi profonda per l’IT italiano

L'annuale rapporto dell'Assinform dipinge un quadro particolarmente negativo per l'Information Technology in Italia. La crisi economica ha portato a una contrazione sensibile degli investimenti, con un calo della domanda per l'IT stimato intorno al -5,9%

La crisi economica si è innestata in una condizione già difficile per l’IT in affanno rispetto alla media europea da diverso tempo. Nel 2008 il mercato legato all’Information Technology è cresciuto di appena 0,8 punti percentuali a fronte di una crescita in Europa pari a circa +3,8%. L’area telecomunicazioni ha fatto registrare una crescita media nel vecchio continente pari a 2,8 punti percentuali, mentre in Italia si è mossa in territorio negativo con -0,2%. Nell’ambito dei servizi, la componente mobile delle Tlc italiane ha compensato il costante declino della componente fissa.

Le linee mobili sono cresciute di 1,6 punti percentuali e possono fare affidamento su circa 46,1 milioni di utenti effettivi (+0,4%). I servizi mobili non legati al traffico voce sono cresciuti del 7,4%, arrivando a pesare per il 27,9% nell’insieme dei servizi in mobilità. Infine, sul fronte delle telecomunicazioni fisse, l’Assinform registra un sensibile incremento delle accessi a Internet ad alta velocità «risultati a fine 2007 pari a 11,36 milioni (+12,3%), più di 11 dei quali in modalità xDSL (+12,6%) e i restanti 351mila su fibra ottica (+2,6%)».

Lucarelli ha terminato la presentazione dei dati rivolgendo un accorato appello nei confronti del governo: «Proprio in questo periodo di crisi non possiamo permetterci di fermarci sull’innovazione. Sostenere e rafforzare l’Information Technology è un obiettivo strategico per il nostro Paese, perché un suo forte arretramento, come quello che si prospetta per l’anno in corso, porterà come inevitabile conseguenza un aumento delle difficoltà del sistema economico italiano di contrastare la crisi e tornare a competere. Al contrario dare il via oggi alla creazione di servizi e prodotti di nuova generazione e far maturare nuove professionalità, significa immettere nell’economia italiana gli strumenti più efficaci per produrre accelerazione della crescita e nuove capacità competitive»

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  • Andrea

    In Italia siamo dei contadini ecco la verità.

    C’è crisi e la prima cosa che fanno è tagliare gli investimenti in quello che in futuro potrebbe rilanciare le aziende e renderle piu competitive sia in Italia che nel mondo.

    Poi quando la crisi finirà andremo tutti a zappare la terra.