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C’è spam e spam

Lo spam non è evidentemente tutto uguale. Eppure dovrebbe esserlo. Perchè cosa disturba di più? Una mail che si può filtrare/cancellare in un attimo se non in automatico? Un uomo che bussa alla porta tentando di vendere una scatola di gelati? Un operatore che telefona un paio di volte al giorno per propinare l’ennesimo cambio [...]

Lo spam non è evidentemente tutto uguale. Eppure dovrebbe esserlo. Perchè cosa disturba di più? Una mail che si può filtrare/cancellare in un attimo se non in automatico? Un uomo che bussa alla porta tentando di vendere una scatola di gelati? Un operatore che telefona un paio di volte al giorno per propinare l’ennesimo cambio di operatore per la propria telefonia fissa? Un centro commerciale che riempie la casella della posta con volantini a profusione?

Come ha sottolineato Guido Scorza, per le telefonate vale un principio particolarmente stucchevole: è l’utente a dover dire di non voler essere disturbato, e lo dovrà ribadire cadenzialmente così che nessuno “spinga” le proposte commerciali in casa sua. Nel frattempo, però, tanto la casella di posta quanto la casella di posta elettronica rimangono piene, i campanelli suonano e gli operatori mandano SMS che nemmeno si ricorda più come e dove si siano autorizzati.

C’è spam e spam. E la differenza rispetto alla pubblicità tradizionale è semplicemente nell’invadenza e nell’indiscrezione. Pubblicità è un manifesto pubblicitario appeso, spam è un monitor che, posizionato di fianco ai binari del treno, costringe i pendolari ad ascoltare ripetutamente lo stesso jingle per lunghissimi minuti di loop continuo.

Se c’è spam e spam, dovrebbe esserci una norma che trova un metodo universale (o almeno ambizioso) in grado di distinguere il bene dal male, la pubblicità dall’invadenza, la promozione dalla proposta fastidiosa. Non è facile, assolutamente. Ma è probabilmente venuto il momento di rifletterci su senza interventi ad applicazione limitata, utili per il caso specifico ma del tutto insufficienti per stabilire una regola generale.

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  • Tiziano

    Ottimo post, davvero!

    Per me: è anche spam la presenza continua di alcuni politici in televisione, i quali continuano a parlarsi addosso, la continua interferenza della chiesa nelle questioni di stato, la pubblicità nascosta nei programmi e nei film, i siti farciti di tanti spot invadenti (sopratutto quelli in flash che bisogna chiudere per guardare i contenuti) e via discorrendo.
    Certo che se io usufruisco di servizi on line gratuiti devo accettare la pubblicità, ma in alcuni casi è talmente invasiva e continua che potremmo considerarla spam…

    Si mi rendo conto che il mio commento è un pò estremo :)

  • claudio

    @Tiziano:
    altro che commento estremo, hai ragione su tutta la linea.

  • Maurizio Gotta

    Quando ero in Belgio è bastato iscrivermi a questo sito
    http://www.robinsonlist.be/index_fr.htm per non ricevere più sollecitazioni telefoniche o via e-mail (ovviamente da aziende belghe, lo spam americano continuava ad arrivare).
    Perché non istituire questa do not call e do not send list anche da noi?