Codex Sinaiticus, Bibbia tra pergamena e digitale
È da poco terminato il delicato lavoro di digitalizzazione del prezioso Codex Sinaiticus, la più antica Bibbia finora conosciuta. Un nuovo portale consente di consultare una fedele riproduzione di tutte le pagine ritrovate corredate dalle traduzioni
In principio era il Verbo, poi vennero i bit. È da poco terminato il delicato lavoro di digitalizzazione del Codex Sinaiticus, una antica versione della Bibbia risalente a circa 1600 anni fa. Secondo alcuni studiosi, il prezioso documento sarebbe la più antica Bibbia cristiana fino a ora conosciuta. Un motivo valido e più che sufficiente per metterla a disposizione dell’universo mondo attraverso i mille canali e rivoli della Rete.
Da poche ore, la preziosa Bibbia del quarto secolo può essere consultata liberamente online senza il terrore di rovinarne le pagine e le antiche iscrizioni. Il sito web CodexSinaiticus.org raccoglie tutte le pagine giunte fino ai giorni nostri e conservate per oltre 150 anni in quattro differenti angoli del globo. La realizzazione del progetto è stata infatti resa possibile dalla stretta collaborazione della British Library (Gran Bretagna), della National Library of Russia, del Monastero di Santa Caterina (Egitto) e della Libreria dell’Università di Lipsia (Germania). Le quattro istituzioni culturali hanno unito le loro forze per riunire in un unico luogo virtuale online accessibile finalmente a tutti la preziosa Bibbia.
Il Codex Sinaiticus contiene una intera versione del Nuovo Testamento e ampi stralci dell’Antico Testamento e altri scritti apocrifi. Il manoscritto è in greco onciale (maiuscolo) e secondo gli storici risale al periodo compreso tra il 330 e il 350, ma fu scoperto solamente intorno alla metà del XVIII secolo da Constantine Tischendorf nel Monastero di Santa Caterina nei pressi del Monte Sinai. Il prezioso documento subì poi anni travagliati nei quali i suoi fogli furono divisi raggiungendo la Gran Bretagna, la Russia e la Germania.
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