La Francia rilancia: ecco l’Hadopi 2.0
Il Senato francese ha approvato una versione riveduta e corretta dell'HADOPI modificando le parti inerenti i rilievi del Conseil Constitutionnel. L'autorità di controllo invierà le diffide, indagherà sugli utenti ed un giudice applicherà le sospensioni
Il testo («Project de loi relatif à la protection pénale de la propriété littéraire et artistique sur Internet) sarebbe già stato approvato dal Senato con procedura accelerata iniziata il 24 Giugno ed ora dovrebbe passare a secondo esame nelle prossime settimane presso l’Assemblea Nazionale. Ancora una volta sarà poi il Conseil Constitutionnel a proferire l’ultima parola in merito.
- «L’articolo 1, al fine di alleviare il carico di lavoro del sistema giudiziario, conferisce ai membri della commissione per la protezione dei diritti dell ‘Alta Autorità, e alcuni dei suoi funzionari, giurato e abilitato a tal fine, i poteri di polizia giudiziaria al fine di consentire loro di segnalare le violazioni e di raccogliere osservazioni da parte delle persone coinvolte»: le indagini saranno pertanto completamente a carico della “Haute autorité pour la diffusion des ouvres et la protection des droits sur Internet”, lasciando al giudice soltanto il compito minimale della sanzione finale;
- «L’articolo 2, per tener conto della diffusa violazione dei diritti d’autore e dei diritti connessi, quando commessi attraverso Internet, prevede la possibilità di utilizzare la procedura del giudice unico e ordinanze in materia di reato penale. Per quanto riguarda l’opportunità e le condizioni per l’utilizzo delle sanzioni penali, il pubblico ministero sarà guidato da una circolare del Ministro della Giustizia»;
- «L’articolo 3 introduce il codice della proprietà intellettuale di un nuovo articolo L. 335-7, che dà al giudice, quando sono verificate le offese relative al diritto d’autore ed ai diritti connessi di cui agli articoli L. 335-2, L. 335 — L. 335-4 e 3 sono commessi per mezzo di un servizio di comunicazione al pubblico online o di comunicazione elettronica, la capacità di applicare ai loro autori, con una sospensione di accesso al servizio per un massimo di un anno, anche il divieto di acquisto nel corso dello stesso periodo di un altro contratto per un servizio analogo da qualsiasi operatore»: non si tratta soltanto di un atto amministrativo finalizzato alla dissuasione dalla reiterazione del reato, insomma, ma di una vera e propria inibizione dall’accedere alla rete. Quest’ultimo aspetto è regolato inoltre dall’articolo seguente;
- «L’articolo 4 mira a punire la violazione da parte del sottoscrittore condannato al divieto di acquistare un nuovo abbonamento durante il periodo di sospensione imposto. Esso prevede a tal fine un riferimento all’articolo 434-41 del codice penale, che punisce le violazioni del sistema di giustizia penale, quando assume la forma di mancato rispetto delle sanzioni quali la sospensione della patente di guida, [...] l’obbligo di effettuare un tirocinio, il divieto di tenere un animale, [...].
Le firme in calce sono di François Fillon e del Guardasigilli Michelle Alliot-Marie.
Se vuoi aggiornamenti su La Francia rilancia: ecco l’Hadopi 2.0 inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

















