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Bing alla sua prima battuta d’arresto

Il mese di settembre vede Google superare negli Stati Uniti l'80% del mercato dei motori di ricerca. Il traguardo è raggiunto sottraendo l'1.1% tanto a Bing quanto a Yahoo. Il dato è importante perché Bing è effettivamente attivo soltanto negli USA

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Bing sembra essere arrivato alla sua prima vera battuta d’arresto. In termini idilliaci può sembrare semplicemente la fine della luna di miele per il neonato motore di ricerca Microsoft, ma in termini più concreti il tutto può essere la semplice conseguenza della fine della campagna promozionale che aveva portato Bing all’attenzione degli Stati Uniti.

Mentre il dato internazionale non assume una vera rilevanza statistica (Bing è effettivamente attivo nella nuova versione soltanto negli Stati Uniti), il dato USA è invece la fotografia dell’attimo di respiro che Microsoft si concede dopo la corsa iniziale. Bing, infatti, si ferma per il mese di Settembre all’8.51% del mercato, preceduto da Yahoo (9.4%) e Google. Proprio il dato di Google è quello di maggior rilievo poiché, già in posizione di leader, si trova a raggiungere l’80.08% delle query dopo essere arrivato al 77.83% nel mese precedente. Lo smacco, in questo caso, è tanto per Bing quanto per Yahoo, e Microsoft ne è pertanto giocoforza la vittima sacrificale (in virtù della partnership Microhoo che vede in mano a Redmond le pubblicità dei due motori): in un solo mese tanto Bing quanto Yahoo perdono l’1.1%, quota consegnata direttamente in mano al rivale di Mountain View.

Con Google all’80% del mercato (i dati sono quelli del StatCounter Global Stats – Search Engine Market Share), Settembre è soprattutto il mese che consacra la vittoria statunitense del leader di mercato (anche lo scorso settembre, peraltro, il motore aveva ottenuto il massimo risultato dell’intero anno). Con l’arrivo del periodo natalizio, però, le offerte speciali di Bing (in particolare Cashback) potrebbero ridare lustro al progetto Microsoft, riportando utenza sul motore e tentando di incrinare in qualche modo quello che è oggi un fortino inattaccabile. Per Microsoft l’opera di convincimento degli utenti sarà lunga e probabilmente i 100 milioni spesi in advertising sono solo l’inizio di un lavoro destinato a durare ancora a lungo. Il patto con Yahoo, del resto, è chiaro: Microsoft non sta correndo uno sprint, ma punta al lungo periodo. Purché fin dal prossimo mese i risultati giungano in supporto.

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