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Microsoft brevetta la licenza a tempo

Microsoft ha ottenuto dall'USPTO il riconoscimento di un brevetto che descrive dinamiche di licenza, per software o servizi, legate ad una scadenza temporale. Il brevetto permette a Microsoft nuovi tipi di offerta meglio calibrati sulle nuove esigenze

Microsoft sta ipotizzando di vendere software con autorizzazioni non basate sul trasferimento di licenza una tantum, ma piuttosto su di una serie di licenze a tempo che scadono sulla base di parametri definiti dall’utilizzo. Il sistema, peraltro, offrirebbe un distinguo definitivo nelle licenze tra software e servizio, poiché ad oggi la confusione è ancora relativamente ampia.

Il tutto traspare da un brevetto registrato da Microsoft ed approvato dall’Ufficio Brevetti statunitense in data 8 Ottobre (num. 20090254482), descrivente specificatamente le «licenze basate sul tempo». Per Microsoft il tutto introdurrebbe un parametro nuovo in grado di definire una risorsa a tempo, una autorizzazione il cui costo è limitato ad un utilizzo temporale. Altri sistemi di licenza similari erano già esistenti, ma il sistema brevettato dal team di Redmond sembra contemplare tutte le caratteristiche necessarie ad offrire alla licenza la massima adattabilità per più prodotti e diverse tempistiche.

La progressiva fusione tra software e servizio online ha reso vetusti i vecchi cardini su cui si basavano le licenze “una tantum”. Oggi la proprietà va pertanto ridefinita, con Microsoft interessata a delineare tutte le caratteristiche che la licenza deve avere: il diritto alla redistribuzione, le possibilità di rinnovo, l’autorizzazione alla prova pre-acquisto, scontistica e quant’altro. Le vecchie licenze risultano infatti oggi limitanti, del tutto inadeguate alle necessità di quelle che possono essere servizi online, applicazioni, “Software plus Service” o altre metodologie di accesso al prodotto.

Il brevetto prevede tra i propri meccanismi anche quello del product key in grado di “sbloccare” l’uso del software abilitando l’utente all’uso. Sebbene non si tratti ad oggi ancra di un sistema a tempo, la tecnica è la medesima adottata da Microsoft con Office, ove l’acquisto di un codice di sblocco permette di passare da Office Starter 2010 (versione basic supportata da inserzioni pubblicitarie) ad Office 2010 Full (preinstallato sul Pc, utilizzabile però soltanto mediante introduzione della chiave di accesso) mediante una richiesta inviata tramite la Rete.

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  • Baffo

    non mi è chiara una cosa: così facendo se io vendessi software utilizzando tale licenza dovrei pagare MS ?
    in tal caso sarebbe un po’ come brevettare il contratto di “affitto” e prendere soldi da chiunque affitti un’immobile o qualsiasi altra cosa…

  • http://www.webnews.it Giacomo Dotta

    Il processo è specificatamente per i software. Per poter avere una licenza “a scadenza”. Le vecchie licenze prevedevano un acquisto una tantum, oggi invece il software è considerato più un “servizio” e domani le due cose potrebbero essere completamente identificate e intercambiabili. Il brevetto tutela l’idea a monte di questo tipo di licenze. E’ più una questione legale, probabilmente, che non commerciale

  • Cla

    Spero vivamente per l’intera rete che nessuno applichi questa pseudo-licenza. Gia MS con le sue licenze ha rovinato il mondo del software, rendendolo chiuso e “capitalistico”, ora vuole fare la stessa cosa con i servizi web.
    I tempi sono cambiati, siamo nell’era del 2.0, della condivisione, della partecipazione.. i brevetti non hanno più senso di esistere!

  • Ferdinando

    quoto cla, sembrava che microsoft si stesse impercettibilmente aprendo un pochino, ma invece resta sempre mercenaria…sono questi i fatti che rendono il mondo più povero e meno libero..