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Bruno Pizzul è morto, evviva Bruno Pizzul

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Compagno di tante avventure in Nazionale, icona simbolo della Nazionale degli anni che furono. E ora dato per morto. Bruno Pizzul, mentre giocava tranquillamente a Scopa, non ha potuto far altro che smentire ed ammettere che sì, in effetti è invece vivo e vegeto.

Strana, però, la “coda” di Internet. Perché se tutto sembra nascere da un passaparola minimo e circostanziato, è invece molto più ampia l’eco delle smentite. Alla storia, però, rimarranno soltanto queste ultime perché tanto Yahoo Answer quanto il Il giornale del Friuli Libero hanno rimosso le rispettive pagine.

Insomma: se sono in pochi quelli che hanno messo in giro la bufala, sono invece in molti ad aver colto la palla al balzo per smentire una notizia che non aveva motivo d’essere. Pizzul, con la consueta simpatia, ci ha riso su ed ha chiesto a tutti di riderci su. Scopa!

Ma ancora una volta il significato che passa è questo: “Internet” ha creato una bufala, i “giornali” l’hanno smentita. E questa non è cosa buona, perchè la realtà è un’altra: Internet ha ospitato uno scherzo di cattivo gusto, i giornali ne hanno fatta una notizia (creata e smontata in poche ore). tutto, peraltro, sul Web visto che i giornali cartacei si scaglieranno sulla notizia soltanto domani.

In conclusione, chi vuole capire come sia nato tutto ciò, non può far altro che contattare l’utente di Facebook Marica La Bella.
Cosa che noi peraltro abbiamo fatto senza per il momento ricevere alcuna risposta.
Esaminiamo invece cosa sarebbe accaduto nella redazione di un giornale cartaceo tradizionali, quelli che inquinano (inchiostri, gas di scarico dei furgoni che trasportano i giornali) e recidono milioni di alberi per approvvigionarsi di carta necessaria per stampare il giornale.
Avrebbero avuto, dalle 10.24 di stamattina, 13-14 ore di tempo, prima di andare “in macchina” (ossia in stampa), per verificare la notizia in ogni singolo dettaglio.
Ecco la differenza tra web giornalismo e stampa tradizionale. Noi abbiamo commesso un unico errore, quello di non aver fatto i conti con Google News che ci ha “ripreso” ed enfatizzato la nostra prima notizia pochi secondi dopo che l’avevamo pubblicata.
E poco conta che noi, 20 minuti dopo, l’abbiamo rimossa.
E adesso con chi ce la pigliamo? Con Google? Con Internet? Col Grande Fratello?

La filiera ha colpe un po’ ovunque. In chi rilancia ed in chi smentisce quel che mai ha assunto effettiva rilevanza. Ore, pagine e click sprecati in una sorta di economia informativa che si rivolta su sé stessa.

Lunga vita a Bruno Pizzul, comunque.

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