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Trimestrali in chiaroscuro per IBM e AMD

La crisi condiziona ancora le trimestrali dei grandi dell'informatica come IBM e AMD: Big Blue segnala un sensibile calo delle vendite, ma riesce ad aumentare i profitti; il produttore di chip registra ancora perdite, ma inferiori a quanto previsto

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A causa della crisi economica, sono ancora in chiaroscuro le prestazioni di alcune grandi società attive nel comparto dell’informatica. I recenti dati sulle trimestrali di cassa di IBM e AMD, per esempio, dipingono una situazione ancora incerta con Big Blue in sensibile ripresa sul fronte del reddito netto, nonostante una notevole riduzione delle vendite, e con il celebre produttore di chip ancora colpito da forti perdite, ma meno gravi di quanto ipotizzato fino ad alcune settimane fa dagli analisti.

Nel corso del terzo trimestre di quest’anno, IBM ha fatto registrare un aumento del reddito netto pari al 14% con profitti intorno ai 3,2 miliardi di dollari e ricavi per una cifra complessiva che supera ampiamente i 23 miliardi di dollari. Una prestazione resa possibile dalla decisione della società di differenziare maggiormente il proprio brand, offrendo software, hardware e supporto per l’amministrazione nell’area business. Una scelta che si è rivelata vantaggiosa, anche in un momento difficile per l’economia come l’attuale con le aziende alla ricerca delle migliori soluzioni per abbassare i loro costi di gestione. La buona performance di IBM è giunta nonostante una prestazione poco esaltante delle vendite a quota -7% e segnali di sofferenza in tutte le principali aree di business della società.

Circa un quinto dei ricavi fatti registrare da IBM provengono dal semplice comparto hardware, una cifra considerevole che conferma tuttavia l’importanza e il peso degli altri segmenti nei quali è attiva la società. Stando alle prime proiezioni fornite da Big Blue, per il 2009 i guadagni per azione dovrebbero raggiungere i 9,85 dollari, una cifra superiore ai 9,70 dollari stimati dagli analisti in una serie di precedenti previsioni. Una prestazione resa possibile, secondo il CFO Mark Loughridge, anche dal sensibile incremento delle vendite nell’area software e servizi a scapito della concorrenza come Oracle.

Notizie meno incoraggianti giungono sul fronte di AMD. Il produttore di microchip ha registrato nel corso dell’ultimo trimestre perdite per 128 milioni di dollari, pari a 18 centesimi di dollaro per azione. Una prestazione certo non esaltante, ma inserita in un trend positivo di riduzione delle perdite rispetto a un anno fa, quando la società registrò una flessione pari a 134 milioni di dollari. Il reddito operativo aziendale si è attestato intorno ai 76 milioni di dollari, circa la metà di quanto totalizzato nel medesimo periodo del 2008, ma di 4 milioni di dollari al di sopra della prestazione nel precedene trimestre. Complessivamente, i ricavi della società sono diminuiti del 22% portandosi a quota 1,4 miliardi di dollari. Una flessione notevole, ma comunque distante dalla riduzione del 30% prevista dagli analisti.

Le prestazioni di AMD sono state condizionate non solo dall’attuale stato della società, che distribuisce il 20% circa dei microprocessori su scala globale, ma anche dalla contrazione delle vendite nel comparto dell’informatica riscontrata nella prima metà dell’anno. Grazie a una lieve ripresa, specialmente nel segmento laptop, il numero di ordinativi e consegne è aumentato nel corso del terzo trimestre consentendo ad AMD di ottenere ricavi maggiori rispetto a quanto inizialmente previsto.

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