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Facebook detta le regole a USocial

USocial, il sito che vende amicizie su Facebook e Twitter così come seguaci su YouTube e Digg, dovrà interrompere parte delle proprie attività con Facebook. I legali di Zuckerberg hanno infatti intimato l'altolà chiedendo la regolarizzazione del servizio

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Chi trova un amico trova un tesoro? Facebook è d’accordo, purché l’amico sia vero e non sia stato “comprato” su USocial. Tra le parti ha infatti preso il via un braccio di ferro che, probabilmente arrestatosi prima dell’attacco definitivo, era ormai prossimo ad approdare in tribunale.

USocial è un sito del tutto originale che si propone di portare audience alle iniziative online. Propone quindi amici su Facebook, seguaci su Twitter, così come audience su YouTube (1000 sottoscrizioni su Twitter per 53 sterline, oppure 197 dollari per 1000 fans su Facebook; si può anche tentare la scalata alla homepage di Digg). Trattasi ovviamente di una forzatura, nella maggior parte dei casi priva di ogni valore reale, ma può permettere dati “gonfiati” o incipit alle iniziative online. Facebook, però, ha ravvisato in queste forzature una violazione degli interessi e della licenza d’uso del servizio. Per questo motivo i legali di Zuckerberg hanno contattato USocial ed hanno intimato una immediata regolarizzazione delle attività, il tutto al fine di evitare una causa legale altrimenti pronta ad essere depositata.

Facebook, insomma, ha lasciato intendere come l’obiettivo non fosse nello specifico una iniziativa legale, ma piuttosto il perseguimento di una rapida ed amichevole regolarizzazione delle posizioni. USocial, da parte sua, è immediatamente intervenuta. Non solo il logo di Facebook è stato rimosso dalla homepage, ma il gruppo ha anche immesso una dichiarazione in cui si nega ogni attività di partnership con il social network e, al tempo stesso, uno due due servizi di marketing promossi è stato decurtato dall’elenco delle offerte accessibili.

Leon Hill, la mente dietro il progetto USocial, sembra aver accettato i moniti di Facebook adeguandosi alle richieste e spiegando come non intenda sfidare le «tasche profonde» degli uffici legali del social network. Onde evitare di entrare in una battaglia persa, insomma, Hill ha presto approntato le prime modifiche richieste (la cui natura esatta non è però stata rivelata).

Il sito non è ancora stato completamente adattato e, al momento, ancora compaiono nelle pagine interne le offerte di marketing su Facebook. Leon Hill, però, ha fatto sapere alla BBC come intenda cancellare tutti i dati raccolti fino ad oggi, ponendo fine in modo coatto anche alla vendita delle amicizie. Il servizio è pertanto spuntato di uno dei suoi elementi di forza, ma adeguandosi alle imposizioni di Facebook potrà proseguire nelle proprie attività. Facebook, da parte sua, ha presumibilmente agito a tutela dei dati degli utenti e della bontà delle trame su cui la community prospera: solo la bontà dei numeri permetterebbe infatti al gruppo una sana attività di advertising, mentre le deviazioni quali USocial vanno poste sotto controllo per gestire al meglio la crescita del sistema.

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