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Google Checkout, idee per il non profit

Google Checkout ricorda alle associazioni non profit come possa mettere a disposizione il proprio programma Google Grants per raggiungere gli scopi prefissi. Con un suggerimento: meglio non consigliare la somma, meglio aver fiducia nella generosità altrui

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«Perché non decidere di fare un regalo davvero originale questo Natale? un sorriso, ad esempio». Suggerimento intelligente e ben contestualizzato. La fonte è Google, per cui i giorni del Natale sono l’occasione giusta per ricordare come Google Checkout possa offrire una importante opportunità alle associazioni non profit. Quelle in grado di regalare un sorriso, insomma.

«Basta digitare solidarietà o regali solidali su Google.it e scegliere una tra le tante associazioni no profit che da anni si impegnano a migliorare la vita di persone meno fortunate di noi. Fondi per la ricerca, vaccini, derrate alimentari, sostegno medico-sanitario, corsi di alfabetizzazione sono solo alcuni dei doni che faranno felice, in questo Natale 2009, qualcuno che non conosciamo ma che non potrà mai dimenticarci. E se già siete sostenitori di un’associazione ONLUS ma non la vedete online, suggerite loro di visitare il sito www.google.it/grants. In questo link è possibile fare richiesta di entrare in Google Grants, il programma di pubblicità gratuita per le ONLUS, e ottenere, se rispettati tutti i requisiti, una campagna pubblicitaria completamente gratuita». La spiegazione è firmata dal Google Italy Blog Team.

Nelle stesse ore, però, sul blog ufficiale del gruppo giunge un ulteriore approfondimento: le associazioni non profit già parte del programma Google Grants potranno vedere annullate le ritenute sulle offerte ancora fino al 1 Gennaio 2011, ottenendo così un anno in regalo rispetto alle associazioni che si affilieranno al programma nel frattempo.

Con un consiglio interessante, scaturito da una sorta di indagine di mercato effettuata dal team di Mountain View:

Google, indagine sul non profit

Google, indagine sul non profit

Il suggerimento di Google è di non consigliare una cifra ai potenziali donatori. Questo per un motivo specifico: l’utente desideroso di fare un’offerta, tendenzialmente si abbandona più liberamente alla generosità quando non trova indicazioni sulla cifra. Nella tabella è possibile confrontare i vari casi, e le risultanze sono chiare: meglio lasciar carta bianca all’offerente per massimizzare il risultato.

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