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Sarkozy vuole tassare la Rete

Nicolas Sarkozy ha ventilato l'ipotesi di tassare i principali protagonisti della Rete che registrano alti ricavi in Francia senza avere sede nel paese. Il denaro ottenuto verrebbe utilizzato per promuovere iniziative culturali e contrastare la pirateria

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Dopo i recenti attriti sui problemi legati alla digitalizzazione di libri e documenti, i rapporti tra il governo francese e Google potrebbero divenire ancora più tesi. Nel corso di un intervento presso la Cité de la musique (Parigi), il presidente Nicolas Sarkozy ha esposto la propria visione sulla protezione del diritto d’autore e non ha escluso la possibilità di tassare i portali online e di dar vita a una nuova serie di controlli per appurare la potenziale posizione dominante sul mercato di Mountain View. Le dichiarazioni del numero uno dell’Eliseo riaprono il dibattito, mai del tutto sopito, sulla protezione del diritto d’autore specialmente in ambito musicale e potrebbero portare a una nuova serie di norme per la Rete in Francia.

La proposta di Sarkozy prevede l’istituzione di una nuova imposta da applicare ai ricavi derivanti dalle inserzioni pubblicitarie dei principali portali online, compresi dunque i motori di ricerca più popolari come Google o Yahoo. Il denaro così ottenuto dallo Stato francese sarebbe successivamente investito in progetti tesi a supportare le iniziative culturali e a compensare le perdite delle major riconducibili alla pirateria online. Stando alle prime stime, una simile iniziativa potrebbe portare tra i 10 e i 20 milioni di Euro nel nuovo fondo per sostenere non solo i principali protagonisti dell’intrattenimento, ma anche le realtà editoriali alla ricerca di nuove risorse per investire nelle nuove piattaforme digitali come gli ebook e l’editoria online.

Secondo numerosi osservatori, applicare il piano prospettato da Nicolas Sarkozy non sarà semplice. Per essere equo ed efficace, il processo di tassazione dovrebbe essere basato sulla sola realtà francese. Distinguere con precisione i ricavi derivanti dall’advertising in una singola area geografica potrebbe rivelarsi difficoltoso, specialmente in presenza delle realtà multinazionali come Google e gli altri principali portali. La maggior parte delle società attive online hanno sede negli Stati Uniti o in altri paesi diversi dalla Francia, una condizione che potrebbe rendere ulteriormente difficoltoso il processo di tassazione ad hoc proposto da Nicolas Sarkozy.

Nel corso del proprio intervento, il Presidente ha anche ipotizzato l’istituzione di una “carta musicale” per consentire agli utenti francesi di acquistare con maggiore facilità e a prezzi equi la musica online, obbligando le major a distribuire i file musicali senza particolari vincoli e in un formato tale da poter essere riprodotto su buona parte delle piattaforme oggi esistenti. La carta dovrebbe avere un valore intorno ai 50 Euro e il governo potrebbe offrire il 50% di tale cifra, mentre la restante metà verrebbe pagata dagli acquirenti e dai proprietari degli store musicali.

Le proposte formulate da Nicolas Sarkozy sono state accolte ora con stupore, ora con interesse dagli utenti della Rete e dagli ambienti politici francesi. I detrattori del Presidente temono il progressivo aumento dei controlli da parte dello Stato in un ambito di espressione e di scambio di contenuti sostanzialmente libero come la Rete, mentre i sostenitori di Sarkozy reputano sensate le ipotesi sull’adozione di nuove soluzioni per tassare i ricavi derivanti dall’advertising delle società attive nel Web francese, ma con sede legale in altri paesi. Trovare il giusto equilibrio non sarà semplice, ma il presidente francese sembra essere determinato a portare a termine anche questa nuova iniziativa, secondo alcuni sostenuta dietro le quinte anche dalla consorte di Sarkozy autrice di alcuni album musicali.