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Servizi antipirateria

Abbiamo pubblicato in giornata i dettagli relativi al caso FAPAV vs Telecom Italia. Per chi intendesse approfondire, però, c’è un sito che merita di essere visualizzato. È quello della CoPeerRight Agency, gruppo che a quanto pare è ricollegato all’attività di monitoraggio di alcuni affiliati FAPAV. Il sito descrive a sommi tratti la società, la “cultura [...]

Abbiamo pubblicato in giornata i dettagli relativi al caso FAPAV vs Telecom Italia. Per chi intendesse approfondire, però, c’è un sito che merita di essere visualizzato. È quello della CoPeerRight Agency, gruppo che a quanto pare è ricollegato all’attività di monitoraggio di alcuni affiliati FAPAV.

Il sito descrive a sommi tratti la società, la “cultura aziendale” e l’impegno sociale portato avanti. Il gruppo si propone esplicitamente di scovare la pirateria online, effettuando controlli tramite tecnologie proprietarie e «soluzioni semplici e personalizzate».

CoPeerRight Agency

Interessante il blog, indicato come “Osservatorio della Pirateria Digitale”, su cui è segnalato un intervento di Guido Scorza che sembra confermare le possibili tesi del Garante, contro la FAPAV:

Non sono tra quelli che ritengono che il mercato dell’audiovisivo e, più in generale, l’industria dei contenuti possano essere “salvati” da un’antipirateria repressiva modello “hadopi” e penso, piuttosto, che la soluzione sia nell’adozione diffusa e coraggiosa di nuovi modelli di business come in parte, occorre darne atto, sta accadendo nell’universo della musica

Se vuoi aggiornamenti su Servizi antipirateria inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • VilCatto

    Sovraccarico delle code d’attesa? Diffusione di parti di files danneggiati? Non sono atti di pirateria informatica?

  • mex

    E’ scandaloso , e nessuno indaga e li denuncia . questi con programmi appropiati vengono ad indagare cosa ho sul mio computer. siamo passati dalla pirateria ad uso personale, ad rapina informatica legalizzata??

  • http://www.pieromazzini.com Piero Mazzini

    Purtroppo l’aggressività dimostrata dalle società discografiche e cinematografiche nel reprimere, o nel tentativo di reprimere la pirateria audio-video, è il frutto, mi spiace dirlo, delle abitudine disinvolte degli utenti che abusano dei programmi di file sharing (nati per altri scopi) per scaricare materiale di ogni tipo, incuranti dei rischi (malware contenuto nei programmi, materiale pornografico mascherato da film apparentemente normale…) e convinti di agire nell’anonimato (il che è falso), ignoranti addirittura della legge, perché molti pensano ancora che è lecito scaricare di tutto purché sia per uso personale. Gridare allo scandalo non serve a niente. Per me andrà a finire che gli ISP, su pressione delle major, cercheranno di contenere il fenomeno, penalizzando gli utenti che useranno troppa banda (magari per eccessivi e lunghi download, come nel caso dei film).

  • mex

    le richieste delle soc. non sono rivolte a reprimere la pirateria, sono rivolte a scardinare la costituzione (la legge è uguale per tutti) per proteggere le loro opere ,si deve investire, in programmi, che impediscano il copiare, la proprietà delle loro opere.
    Quando vado sui mezzi pubblici, o al supermercato, e metto il portafoglio nella tasca posteriore dei pantaloni, con visibili,che spuntano da esso,dei biglietti da 50 euro, e me li rubano;posso pretendere che tutte le persone che incontro mi esibiscano i loro soldi, per vedere se sono i miei???

  • http://www.pieromazzini.com Piero Mazzini

    Indubbiamente, nei fatti succede proprio questo: le industrie cinematografiche, la case discografiche fanno enormi pressioni anche sui governi perché vengano varate delle leggi che alla fine, danneggiano l’utente finale e ne limitano le libertà. Le stesse aziende produttrici di software e hardware fanno la stessa cosa, in maniera più o meno palese (vedi trusted computing) per impedire, di fatto, violazioni di copyright dei loro prodotti. Però libertà di scegliere e di comportarsi come più ci piace, non significa totale anarchia e assenza di regole: in questo modo ci rimettiamo tutti, perché forniamo ulteriori appigli a questi imperi economici per incrementare ulteriormente i loro profitti (che alla fine è l’unica cosa che gli interessa).

  • mex

    concordo, penso che la strada maestra sia quella che ai messo in evidenza(vedi trusted computing),ad esempio ,gli autori che giustamente vorranno avvalersi del dirito di autore , incideranno i loro brani su supporti che inpediscano la violazione della copyright, e leggibili solo con hardware in grado di decodificarlo. I brani, o gli autori che invece desiderano donare alle comunità le loro opere , li divulgheranno ,(come avviene oggi) su supporti normali.

  • mex

    concordo, penso che la strada maestra sia quella che ai messo in evidenza(vedi trusted computing),ad esempio ,gli autori che giustamente vorranno avvalersi del diritto di autore , incideranno i loro brani su supporti che impediscano la violazione della copyright, e leggibili solo con hardware in grado di decodificarlo. I brani, o gli autori che invece desiderano donare alle comunità le loro opere , li divulgheranno ,(come avviene oggi) su supporti normali.