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Google minaccia: fermeremo le Google Car

Google contesta le limitazioni imposte dalla Commissione Europea a Google Street View (tempo di detenzione delle immagini "raw" e avvertimenti antecedenti agli scatti) e minaccia di fermare lo sviluppo del servizio in caso di conferma dei limiti imposti

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La minaccia è tanto forte quanto poco credibile: Google potrebbe fermare i prossimi sviluppi del servizio Street View in Europa, sospendendo gli scatti e la copertura di ulteriore territorio, in segno di rinuncia e di protesta di fronte alle pressioni portate avanti dalla Commissione Europea. La minaccia è forte perchè, una volta “assaggiato” il servizio, difficilmente l’utenza rinuncerebbe facilmente alle mirabolanti opportunità ottenute e le zone non coperte rimarrebbero pertanto tagliate fuori a tempo indeterminato.

La forte minaccia è al tempo stesso poco credibile per mille motivi. Perché Google non potrebbe rinunciare agli investimenti effettuati; perchè non potrebbe lasciar campo libero a Nokia e Microsoft in un settore tanto cruciale; perchè dopo aver minacciato la fuga dalla Cina, una fuga dall’Europa è sicuramente ben poco ipotizzabile. Ma la minaccia fa comunque parte della dialettica con la Commissione Europea, un tira e molla sviluppatosi attorno alla detenzione delle immagini grezze ottenute dalle Google Car in giro per l’UE.

La Commissione ha espresso un parere chiaro e vincolante: Google potrà trattenere i propri scatti soltanto per 6 mesi invece di 12; inoltre il gruppo dovrà avvisare le popolazioni locali del prossimo arrivo delle Google Car. Ma Michael Jones, chief technology advocate per Google Earth, ribadisce la posizione già precedentemente espressa dall’azienda: i 12 mesi sono il periodo necessario per offrire la massima accuratezza delle immagini ed un tempo più breve non permetterebbe eventuali aggiustamenti in caso di segnalazioni di violazione della privacy (targhe non mascherate, volti in vista, eccetera).

Copertura di Google Street View in Europa

Copertura di Google Street View in Europa

In supporto di Jones scende in campo anche Peter Fleischer, legale Google per quanto concernente il rispetto della privacy (noto in Italia per la recente discussa condanna a 6 mesi di detenzione per la riconosciuta responsabilità nel caso Vividown): «Il bisogno di detenere le immagini non sfocate è legittimo e giustificato – per assicurare la qualità e l’accuratezza delle nostre mappe, per migliorare la nostra capacità di rettificare gli errori nell’offuscamento, così come per costruire migliori prodotti mappali per i nostri utenti».

Ora che l’Europa è in buona parte servita da Google Street View, quindi, Google potrebbe fare un passo indietro e sospendere gli scatti: «Penso che dovremmo considerare se vogliamo tornare a guidare in Europa», perchè le condizioni non potrebbero più essere tali da offrire reale vantaggio al gruppo nei suoi propositi di monetizzazione del servizio. La minaccia è una risposta diretta alla lettera della Commissione Europea, la quale sta ora investigando sul gruppo tanto per quanto concernente la violazione della privacy, quanto per le problematiche antitrust sollevate da Microsoft. Il filo tra Bruxelles e Mountain View, insomma, si fa rovente.

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